Alter(s)vista e la crisi del Guest Blogging

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Chi non conosce Altervista, la piattaforma gratuita per creare blog (e non solo) fornita dalla Banzai alzi una mano. Quello che però la maggior parte dell’utenza non sa è di come questo dominio, attivo sin dal 2000, nell’ultimo tempo sia un “pochino in crisi”. E con “pochino in crisi” ho usato termini riduttivi, perchè a guardare i dati forniti da Search Metrics il newtork ha, dagli inizi di gennaio di quest’anno, registrato un calo vertiginoso e costante del suo posizionamento su Google perdendo circa il 20% dell’indice di visibilità SEO rispetto agli inizi del 2014.

Cosa succede?

seo altervistaDai dati che ci offre Search Metrics l‘indice di visibilità SEO con cui il network di Altervista è presente nelle posizioni di Google dal 23 gennaio 2014 cala vistosamente, passando da oltre le 350000 a sotto le 300000 (ad analisi del 1 luglio 2014 come da grafico presente qui a fianco).

Perchè succede?

I motivi sono dei più diversi, e li possiamo ipotizzare a seguito di un articolo di Matt Cutts dedicato al guest blogging presente sul suo blog personale (The decay and fall of guest blogging for SEO):

  • Spesso i blogger copiano e incollano testi da altri siti rendendo il contenuto non originale.
  • Nei post pubblicati vi sono una miriade di link e collegamenti su parole chiave mirate per creare strategie di link building.
  • I blogger scambiano fra loro troppi link per aiutarsi e farsi conoscere reciprocamente senza utilizzare l’attributo “nofollow”.

Che cosa può fare Altervista?

Aggiornamento dell’11 luglio 2014 Ciò che scriviamo in questo paragrafo può essere integrato da una nuova informazione relativa al network che riportiamo nel paragrafo finale

Il network, a seguito delle nuove linee guida forniteci dal signor Matt Cutts e di conseguenza da Google, dovrebbe pianificare una strategia seo durevole nel tempo affrontando il problema della perdita di posizioni. Si tratta di un compito sicuramente non facile visto l’altissimo numero di siti ospitati da Altervista. Proibire l’utilizzo dei link follow potrebbe sembrare la soluzione più immediata ma proviamo ad immaginare lo scenario davanti ad un’ipotesi di questo tipo: centinaia di migliaia di link follow diventerebbero nofollow con un effetto a cascata di de-indicizzazione sia fra i siti interni al network sia per i siti esterni.

Indubbiamente si tratterebbe di un esperimento seo memorabile che entrerebbe di diritto nei manuali di settore italiani. Difficilmente, tuttavia, il network opterà per questa strategia perchè il problema potrebbe avvitarsi su se stesso e portare ancora più giù nelle serp i siti “altervistiani” oppure non risolversi affatto se il problema provenisse da link esterni. La soluzione quindi?  Il network potrebbe optare per una soluzione “alla Google” bannando i siti che fanno palesemente attività di spam utilizzando lo spazio messo a disposizione gratuitamente oppure introdurre nel regolamento interno una norma che proibisce l’utilizzo di più di un link follow per ogni pagina. Sarà in ogni caso interessante osservare la strategia del network.

Cos’è Altervista?

Altervista, fondata nel 2000 da Gianluca Danesin con un investimento iniziale di 15€, nasce come spazio aperto al pubblico per creare uno spazio gratuito per aprire un sito internet o un blog e guadagnare grazie alla pubblicità. L’idea prende piede sin da subito e spopola nell’utenza di internet, nel 2002 vengono affrontate delle radicali modifiche nella struttura hardware che regge l’host ma non è sufficente e alcuni mesi dopo è necessario riprogettare totalmente la struttura tecnica del network.

Grazie a queste caratteristiche di solidità dei servizi, alla gratuità del servizio e grazie al passaparola dell’utenza Altervista nel 2005 diviene il quarto portale più utilizzato nel web italiano.

Nel 2006 Altervista, da impresa semplice qual era, entra nella rete di Banzai Spa, performando le strategie pubblicitarie e offrendo agli editori dei vari siti e blog presenti sul network condizioni più vantaggiose sui proventi dell’attività pubblicitaria.

Nel 2010 i blog e i siti registrati superano il milione, nel 2012 le pagine visitate per l’intero network sono oltre il miliardo e nel 2013 i siti ospitati sono ben il doppio del 2010: due milioni.

Il punto di vista di Altervista

Aggiornamento dell’11 luglio 2014 – A seguito della pubblicazione di questo articolo ho ricevuto un’email da parte del Dottor Gianluca Danesin in cui vengono ridimensionate alcune delle ipotesi di cui parlavo poco prima. Premesso che ricevere interazione mi ha creato sommo piacere, previa autorizzazione pubblichiamo a seguire una spiegazione alle fluttuazioni segnalate da Search Metrics sul dominio in esame dal Founder di Altervista, informazioni, queste, che ci erano sfuggite in quanto interne al Network:

L’analisi dei dati di searchmetrics e il conseguente scenario che viene presentato non tengono conto delle operazioni di verticalizzazione che abbiamo iniziato alla fine del 2013 sul network AlterVista, queste operazioni, tutt’ora in corso, prevedono la creazione di nuovi blog con domini alternativi ad altervista.org a seconda del tema trattato, così come la riallocazione su diversi domini di blog già esistenti a target specifico. Non ritengo pertanto che la contrazione rilevata da searchmetrics sia imputabile ad una “crisi” specifica del network, che mantiene invece forti tassi di crescita in termini di traffico, ma che sia più semplicemente riconducibile al graduale spostamento di contenuti indicizzati su differenti domini, alternativi ad altervista.org

In sostanza, il dominio di Altervista perde posizioni, ma il network in sè diventa più ampio aumentando le visite ai siti ospitati.

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Nato con la passione per l'informatica da mamma Access e papà ASP nel 2002 rinnego repentinamente la mia paternità facendomi adottare da papà PHP e mamma SQL. Allevo HTML e correlati fiori in CSS mentre vedo i frutti del mio orticello SEO crescere grazie alla passione e alla dedizione della coltura biodinamica; perchè il biologico è fin troppo artificiale. Realizzo siti internet a tempo pieno, nei restanti momenti mi occupo di redigere articoli per questo sito e saltuariamente far esperimento nel mare che è internet.

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