Google e la privacy imposta dal Garante Italiano

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Due anni fa vi avevo parlato degli impegni presi da Google nei confronti del Garante alla Privacy Italiano, e degli adempimenti prescritti dall’organo di controllo per la protezione dei dati personali della penisola.

Ora è scaduto il termine per implementare le nuove politiche sulla privacy e il Garante ci fa sapere che le operazioni necessarie a far si che il colosso di Mountain View si mettesse a norma per la legge italiana sono state tutte completate.

Google e le direttive del Garante alla Privacy italiano: migliorano le impostazioni di privacy Condividi il Tweet

Gli impegni, a seguito del provvedimento prescrittivo nei confronti di Google Inc del 10 luglio 2014 (che ora tra l’altro è diventata Alphabet Inc) e disciplinati da un protocollo di verifica da risolversi in 18 mesi, si sono conclusi con importanti trasformazioni nelle meccaniche con cui il motore di ricerca e dei suoi prodotti correlati (circa 70) acquisiscono i dati dell’utenza.

Analizziamo assieme le modifiche imposte al colosso americano e vediamo come ora le informazioni, per tutti coloro che utilizzano questi servizi, siano più accessibili e chiare, come siano stati forniti strumenti per il controllo dettagliato delle proprie impostazioni per la privacy e dei dati forniti e di come il consenso alla cessione delle informazioni personali sia più articolato e diversificato per i vari strumenti offerti.

L’informativa per l’utenza

Come richiesto dal Garante alla Privacy Google ha fornito all’utenza una informativa sul trattamento dei dati più completa e in particolare:

  • una informativa diversa e specifica per ogni servizio;
  • un link sempre presente per raggiungere il documento in cui viene spiegato l’uso dei dati e della loro profilazione e l’incrocio dei dati tra le diverse piattaforme;
  • i dati di contatto con Google sono più evidenti;
  • vi è un modulo di contatto per esercitare i propri diritti;

Il consenso all’uso dei dati

A differenza del passato Google ha sviluppato degli accorgimenti sui propri prodotti per acquisire il consenso all’uso dei dati sia dagli utenti già registrati che da quelli anonimi e non registrati. L’utenza del colosso di Mountain View, per poter utilizzare i servizi, dovrà esplicitare il proprio consenso all’uso dei dati che la riguardano tre volte nell’arco di due mesi, pena l’esclusione dall’uso dei software forniti da Google.

E’ possibile fornire un consenso parziale all’uso dei propri dati e ora vi è un nuovo servizio, denominato My Account, in cui recuperare tutte le informazioni relative alla privacy sui servizi di Larry Page e Sergei Brin e nel caso modificare le impostazioni.

La modifica alle impostazioni della privacy e all’uso dei dati personali

Nel dettaglio per i servizi di ricerca forniti da Google è possibile disattivare o cancellare i dati relativi alla cronologia di:

  • ricerche;
  • localizzazioni;
  • attività vocale;

E’ possibile effettuare il consenso al salvataggio di tali dati in maniera globale o parziale.

Conservazione e eliminazione dei dati personali

Come richiesto dal Garante alla Privacy è compito di Google rendere inaccessibili (che non vuol dire eliminare, ma mantenere NON accessibili) i dati relativi all’utenza registrata 24 ore dopo che viene richiesto il blocco dei dati personali. Questi dati dovranno essere eliminati dopo 2 mesi per i servizi attivi o dopo 6 mesi se archiviati. La memorizzazione dei cookie rimane per 18 mesi, una eternità rispetto ai 30 giorni dei cookie di profilazione della remarketing di Adwords.

Ciò non toglie che:

  • l’utenza continuerà a fornire sempre nuovi dati, per cui Google potrà cancellare quelli vecchi, in relazione al singolo utente, in quanto non aggiornati;
  • in forma anonima e ai fini statistici i dati potrebbero ancora venire immagazzinati, per definire i diversi interessi dell’utenza;

 

Google e la privacy imposta dal Garante Italiano
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FonteL'articolo sul sito del Garante alla Privacy
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Nato con la passione per l'informatica da mamma Access e papà ASP nel 2002 rinnego repentinamente la mia paternità facendomi adottare da papà PHP e mamma SQL. Allevo HTML e correlati fiori in CSS mentre vedo i frutti del mio orticello SEO crescere grazie alla passione e alla dedizione della coltura biodinamica; perchè il biologico è fin troppo artificiale. Realizzo siti internet a tempo pieno, nei restanti momenti mi occupo di redigere articoli per questo sito e saltuariamente far esperimento nel mare che è internet.

1 COMMENTO

  1. Ben vengano regole sempre più chiare e condivise – il passo successivo, secondo me, è coinvolgere più direttamente anche gli stessi cittadini.

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