La principale differenza tra SEO/webmarketing e le truffe online

0
1300
Teoria dei tre cervelli applicata alla SEO

Sarà un concetto ovvio ma l’altro giorno leggendo il libro Alice Pari, Colori e forme per il web di cui proverò a fare una recensione quanto prima, mi è balzato all’occhio uno dei principali punti in cui differisce la metodologia di lavoro tra i consulenti SEO o chi si occupa di webmarketing e chi fa le truffe online, di cui avevo già letto più volte in passato ma su cui non mi ero fermato a ragionare.

La premessa e la teoria dei tre cervelli

Vi è una teoria a cura di MacLean che divide il nostro cervello in tre differenti aree, che governano i differenti input elaborando i diversi segnali provenienti dall’ambiente. Tutte e tre le aree sono collegate fra di loro e si relazionano nei differenti tempi che regolano il ciclo vitale di un organismo umano:

  • Il cervello antico o R-complex: elabora le necessità primarie del nostro organismo, governa i meccanismi di causa/reazione e non particolarmente flessibile. Le sue direttive sono le più seguite dall’essere umano.
  • Il cervello emozionale o sistema limbico: è colui che si occupa delle emozioni, tra cui il desiderio di acquisto.
  • Il cervello recente o Neocortex: è il luogo dove vengono messe in pratica le funzioni cognitive complesse (il ragionamento, la logica, la comunicazione) ed è l’unica area di cui siamo consci e che possiamo provare a governare.
La teoria dei tre cervelli applicata alla SEO o al webmarketing VS le truffe online Condividi il Tweet

SEO/webmarketing VS truffe online

Un vero SEO o webmarketer riuscirà, oltre a provarci, a far interagire il proprio messaggio tra tutti e tre i cervelli in maniera tale da far effettuare la conversione e far ritornare l’utenza, aumentando la reputazione del brand e a cascata aumentando il CTR sui propri snippet e conseguentemente il loro posizionamento sui motori di ricerca o il traffico diretto.

Il SEO/ webmarketer riuscirà ad effettuare questa azione perché farà sedimentare il messaggio inviato dal sito web che gestisce, facendo effettuare una conversione in tempo reale (intervenendo nel cervello recente) e in futuro (grazie all’effetto inconscio sul cervello antico e emozionale).

Chi fa le truffe online al contrario in primis proverà ad interagire in particolar modo sul cervello recente ingannandolo, in maniera tale da riuscire a concludere nel minor tempo possibile la conversione (tipo: paga o sarai multato) senza dar modo all’utenza di ragionare sulla questione cercando ad esempio ulteriori fonti (ossia innescando il meccanismo deputato al cervello antico di causa e analisi della migliore reazione da effettuare previa interazione con il cervello emozionale e recente).

Le doverose rettifiche a quanto ho appena detto

Ok lo ammetto ho generalizzato nel precedente paragrafo in realtà non tutti quelli che fanno le truffe online mirano a sfruttare solo il cervello recente ma l’ho fatto per un motivo che spiego dopo nelle mie scuse per alcuni SEO che sono stati chiamati in causa.

Ribadisco il concetto che chi fa le “fregature sul web” di un certo livello (basso) non può permettersi di farsi sfuggire l’utente e deve concludere prima che l’ignaro visitatore si accorga che c’è qualcosa che non va e per questo deve cercare di fare leva sul cervello recente, concludendo la conversione il prima possibile, ma i migliori truffatori fanno leva anche sugli altri due cervelli e per questo non verranno mai definiti truffatori, quelli medi ci provano e per più o meno tempo riescono fino a non beccarsi l’appellativo di impostori.

Chiedo scusa ai SEO e ai web marketer

Mi scuso con tutti quei SEO che si sentono chiamati in mezzo al concetto di truffa online perché hanno scelto di affidarsi solamente al cervello recente, non me ne abbiate ma per poter far titolo e contenuto clickbait su questo articolo non potevo fare altrimenti 😀 in realtà come ho detto nel paragrafo di rettifica una buona truffa (come una buona SEO o strategia di marketing) necessita di far interagire ASSOLUTAMENTE le tre zone del cervello tra di loro.

Del resto se proprio vogliamo fare i puntigliosi in realtà il concetto che ho espresso nel secondo paragrafo vale per altre figure professionali dedicate al web. Nel dettaglio il concetto è importante ancor di più e prima per i grafici (che a seguito della mia esperienza fanno errori di questo tipo in percentuali decisamente minori) e meno per gli sviluppatori, a parte quelli di interfaccia, ma  dato che un SEO/webmarketer è chiamato a correggere gli errori di tutti quelli prima di lui o almeno segnalarli a chi di dovere, per ottimizzare il prodotto per gli utenti (ad esempio il sito web) e conseguentemente a seguire anche per il motore di ricerca (ho usato appositamente il singolare in quanto siamo in Italia) l’ultima responsabilità di interagire con tutti e tre i cervelli dell’utenza ricade su lui.

Di mio vi posso dire che mi è capitato (non tanto spesso eh) di dover fare come i truffatori, ma si era agli inizi dei siti web (2001) ed allora non si era ancora definiti così, anzi. Ora mi capita ancora in alcuni casi per questioni di budget, ma almeno avverto il cliente e così me ne scarico la responsabilità ;P.

Ultima considerazione

Piccola considerazione e riconsiderazione delle percentuali di ovvio citate in partenza; Lo farò in maniera grossolana, a spanne e alcune volte in maniera ottimistica: al mondo sono stimate 7,48 miliardi di persone e sicuramente ora saremo di più, facciamo finta che tutte queste persone abbiano accesso ai mezzi informatici e per questo possano lavorare nell’IT (information technology) e se la media UE è al 3,7% la prendiamo come riferimento per tutti gli esseri umani sulla terra possiamo dire che restringiamo a 276760000 persone la conoscenza ovvia di questi concetti.

Di questi immaginiamo che il 50% si occupi di web (138380000) e che i SEO o che si definiscono tali sono il 40% (55352000) chi conosce la differenza tra i tre cervelli è nuovamente il 40% (22140800) possiamo dire che al mondo chi conosce questi concetti potrebbe essere lo 0,3% di chi vive su Gaia in questo momento, ossia quasi 1 persona ogni 3000.

Quindi anche l’ovvio è clickbait e per questo se lo sentite opportuno siete autorizzati a dare fuoco a questo articolo nei commenti, a voi il flame!

La principale differenza tra SEO/webmarketing e le truffe online
5 (100%) su 3 voti

CONDIVIDI
Nato con la passione per l'informatica da mamma Access e papà ASP nel 2002 rinnego repentinamente la mia paternità facendomi adottare da papà PHP e mamma SQL. Allevo HTML e correlati fiori in CSS mentre vedo i frutti del mio orticello SEO crescere grazie alla passione e alla dedizione della coltura biodinamica; perchè il biologico è fin troppo artificiale. Realizzo siti internet a tempo pieno, nei restanti momenti mi occupo di redigere articoli per questo sito e saltuariamente far esperimento nel mare che è internet.

LASCIA UN COMMENTO