Impostazioni privacy, Google Analytics, danni per SEM e Piwik

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Nota Bene: Questo articolo non è più aggiornato da almeno 9 mesi perciò verifica le informazioni contenute che potrebbero essere obsolete.

tutela privacy googleDa un paio di giorni a questa parte Google ha modificato le proprie impostazioni personali e della privacy, immaginiamo a seguito della normativa sui cookie e/o per le nuove direttive imposte dal Garante a cui deve rispondere. In particolare Google ha fatto comparire a tutti gli utenti del motore di ricerca un popup al di sotto dei link per il log all’interno dei servizi collaterali (gmail, e google plus) con cui informa l’utenza su come modificare le proprie impostazioni relative alla privacy.

Sempre a diversità di alcune settimane fa questa pagina, relativa all’account personale, si è modificata, e due dei nuovi box di informazioni ci hanno fatto riflettere.

informazioni personali privacy

Il primo che abbiamo analizzato è quello relativo alle impostazioni degli annunci, in cui si possono cambiare i tipi di annunci pubblicitari visualizzati e impedire l’attività di profilazione di Google Adwords Remarketing (ma non le Display che continueranno ad essere visualizzate).

Il secondo, e a parer nostro più importante e che potrebbe influire ai fini dell’attività SEM, è il box in cui viene spiegata la possibilità di disattivare Google Analytics.

Google racconta agli utenti che i siti web visitati hanno all’interno un software di analisi (Google Analytics) utilizzato per migliorare il funzionamento delle proprie pagine e che l’utenza può bloccare l’azione dello strumento di analisi degli accessi ai siti web e per far questo è necessario scaricare e installare un componente aggiuntivo nel proprio browser, disponibile per Microsoft Internet Explorer 8-11, Google Chrome, Mozilla Firefox, Apple Safari e Opera.

La procedura, assai facile per un utente con alfabetizzazione informatica media e elevata, potrebbe modificare le analisi degli accessi ai propri siti internet a causa della perdita di dati di una percentuale di utenza. Percentuale questa che immaginiamo molto bassa, a causa di svariati motivi:

  • l’a maggior parte dell’utenza, generalmente, non segue i popup di informazioni relative a privacy, cookie e condizioni d’uso
  • i passaggi per arrivare a comprendere come e perchè disattivare Google Analytics richiedono una attenta lettura delle informazioni
  • è necessario installare un componente in più

E’ chiaro però che questo è solo l’inizio e in futuro potremmo vedere un aumento di questa percentuale di utenti “fantasma” che accedono ai nostri siti senza essere tracciati nel caso che i browser abbiano installato e attivato di default questo componente aggiuntivo.

Tracciare l’utenza senza Google Analytics, utilizzando Piwik

Il software di Google non è il solo che analizza l’utenza, ma sicuramente tra quelli gratuiti è il migliore e il più completo.

Oggi abbiamo provato Piwik, che a differenza di Analytics è possibile installare sul proprio server e per questo non rientra all’interno della normativa sui cookie.

Oltre a piwik altri software gratuiti sono:

Come installare piwik

Attenzione, questo software per poter funzionare necessita di un server che interpreti il PHP e che abbia un database Mysql a disposizione!

L’installazione di questo strumento di analisi è assai semplice e paragonabile a quella di WordPress (o CMS similare) e viene spiegata in una semplicissima guida (in inglese).

Una volta scaricato il software, dalla pagina di download, creiamo una directory sul nostro server e all’interno effettuiamo l’upload dei nostri file mediante ftp.

Nel nostro caso abbiamo creato un database dedicato per questioni di sicurezza e gestione delle risorse, ma è possibile utilizzare un database preesistente. Il sito su cui l’abbiamo installato come test effettua circa 5000 visite quotidiane.

Una volta terminato l’upload dei file sul server e configurato il db possiamo procedere all’installazione vera e propria puntando il nostro browser all’url corrispondente alla directory su cui abbiamo installato il nostro nuovo strumento di analisi degli accessi al nostro sito internet, per fare un esempio: www.miosito.tld/piwik.

L’installazione di Piwik in 8 passi (e 5 minuti)

piwik introduzione

Puntando alla directory su cui abbiamo caricato questo strumento di analisi ci verrà mostrata la schermata di benvenuto, in cui possiamo scegliere la lingua di installazione (in alto a destra), dopodiche premiamo su Successivo.

piwik caratteristiche server

Il software farà quindi un controllo delle caratteristiche tecniche necessarie al corretto funzionamento dello strumento e nel caso di compatibilità con l’host ci verrà proposto di continuare con l’installazione (premendo sul bottone Successivo).

piwik database

Inseriamo i dati relativi al nostro database, nel nostro caso abbiamo anche modificato la stringa nella casella “database server” inserendo localhost e premiamo sul bottone Successivo.

piwik creazione tabelle

Il software ci avverte (nel caso di successo dell’operazione) della corretta creazione delle tabelle e premiamo nuovamente sul bottone Successivo.

piwik utente admin

Creiamo il super utente che potrà a sua volta creare ulteriori utenti, impostando login, password e email di recupero, spuntiamo quali comunicazioni ricevere nella casella di posta elettronica che abbiamo dato come riferimento e premiamo su Successivo.

piwik configurazione sito

Configuriamo il nostro primo sito internet (in seguito potremo aggiungerne altri) impostando il nome del sito web, l’url, la geolocalizzazione e se è un sito normale o un e-commerce e premiamo sul bottone Successivo.

piwik javascript monitoraggio

Ci verrà quindi proposto il codice javascript da montare sulle nostre pagine di cui vogliamo effettuare l’analisi degli accessi e come per Google Analytics va inserito tra i tag. Per far questo possiamo utilizzare Google Tag Manager, editare direttamente i file o nel caso di WordPress o CMS utilizzare una plugin.

piwik plugin cms

In questa prova noi abbiamo incollato il codice javascript direttamente nel file che genera l’header delle pagine che vogliamo analizzare. Premiamo quindi su Successivo.

piwik anonimizzazione ip

Ultimo step è la pagina conclusiva dell’installazione di questo software di analisi degli accessi. Molto importante, ai fini della normativa sui cookie, è l’anonimizzazione degli ip. Se spuntata quindi l’opzione relativa non sarà necessario inviare al Garante la notifica del tracciamento degli utenti. Effettuata questa decisione premiamo sul bottone “Vai a piwik” e facciamo il nostro primo accesso.

Piwik e le impostazioni base

Al login il software ci catapulta in una dashboard riepilogativa in cui possiamo trovare, nel menù in alto le voci per analizzare gli accessi, ve le elenchiamo facendo un paragone con le relative sezioni su Google Analytics:

  • Visitatori – Pubblico
  • Azioni – Comportamento
  • Provenienze – Acquisizione
  • Goals (Obiettivi) – Conversioni

Area di Amministrazione

Nell’area di amministrazione possiamo impostare quali siti monitorare e sopratutto possiamo escludere i nostri indirizzi ip, per escludere il tracciamento delle nostre azioni.

piwik amministrazione sito

 

Il Marketplace

Nel marketplace di piwik è possibile installare una serie di componenti aggiuntivi per estendere le funzioni di analisi dello strumento, ma prima di aggiungere nuove funzionalità abbiamo deciso di monitorare quanto è l’impatto in termini di risorse sul server su cui l’abbiamo installato.

Interrogativi

Prima di poter davvero consigliare questo strumento di analisi però stiamo effettuando alcune analisi e in particolare, dopo un periodo di rodaggio andremo ad analizzare:

  • Il carico di risorse del server su cui l’abbiamo installato
  • Le analisi effettive incrociando i dati con Google Analytics per controllare se i dati sono gli stessi
  • Le funzionalità di questo strumento

Per comprendere quali sono altri strumenti di analisi, per lo più a pagamento, vi lasciamo come riferimento un interessante sito che li ha analizzati nel dettaglio.

Piwik funziona come Google Analytics?

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Nato con la passione per l'informatica da mamma Access e papà ASP nel 2002 rinnego repentinamente la mia paternità facendomi adottare da papà PHP e mamma SQL. Allevo HTML e correlati fiori in CSS mentre vedo i frutti del mio orticello SEO crescere grazie alla passione e alla dedizione della coltura biodinamica; perchè il biologico è fin troppo artificiale. Realizzo siti internet a tempo pieno, nei restanti momenti mi occupo di redigere articoli per questo sito e saltuariamente far esperimento nel mare che è internet.

2 COMMENTI

  1. vi ringrazio dell’articolo. Anche noi ci siamo interrogati sull’opportunità di passare a questo strumento di analisi in sostituzione di Google Analytics in occasione della scadenza del 2 giugno scorso. Personalmente abbiamo scartato l’ipotesi su suggerimento del nostro ISP proprio per l’aumento del carico di traffico sui server. Non so se il timore dell’ISP sia prudenza o un fatto reale. Al momento abbiamo risolto in alcuni caso eliminando da Analytics il tracciamento dell’IP del browser. Siamo curiosi di conoscere le vostre conclusioni a riguardo.
    Grazie

    • Prego Saverio! Appena finiamo il periodo di test pubblicheremo i risultati. Quel che ti posso dire ad oggi è che il codice di tracciamento non ha influito nella velocità di caricamento delle pagine del sito internet su cui l’abbiamo configurato.

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