DMOZ: chiude la famosa directory di siti web

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L'annuncio della chiusura di DMOZ, directory di siti
Nota Bene: Questo articolo non è più aggiornato da almeno 7 mesi perciò verifica le informazioni contenute che potrebbero essere obsolete.

Dopo la directory di Yahoo!, chiusa definitivamente a fine novembre 2015 (ma in realtà già bloccata nell’inserimento di nuovi siti sin da settemebre 2014), da DMOZ ci fanno sapere che il 14 marzo 2017 chiuderà la più famosa e utilizzata (in passato, meno ai giorni nostri in quanto non più utile ai fini del posizionamento organico oltre che non più aggiornata da tempo) directory di siti web al mondo, dopo 19 anni di attività.

L’annuncio è stato pubblicato sulla home di DMOZ, che ricordiamo era una directory attiva dal 1998, e per tutti i consulenti SEO è opportuno conoscere che il metatag NOODP, come il metatag NOYDIR diverrà così obsoleto e ridondante.

14 marzo 2017: chiuderà DMOZ, directory di siti web Condividi il Tweet

Ad oggi non vi sono ancora precise informazioni se la directory rimarrà comunque visibile come archivio o se, come per la risorsa di Yahoo!, il dominio punterà ad una risorsa differente (il telegrafico annuncio che potete leggere sulla home spiega di come la directory diverrà non più “disponibile” quindi immagino che verrà effettivamente chiusa e non più consultabile).

DMOZ: chiude la famosa directory di siti web
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Nato con la passione per l'informatica da mamma Access e papà ASP nel 2002 rinnego repentinamente la mia paternità facendomi adottare da papà PHP e mamma SQL. Allevo HTML e correlati fiori in CSS mentre vedo i frutti del mio orticello SEO crescere grazie alla passione e alla dedizione della coltura biodinamica; perchè il biologico è fin troppo artificiale. Realizzo siti internet a tempo pieno, nei restanti momenti mi occupo di redigere articoli per questo sito e saltuariamente far esperimento nel mare che è internet.

1 COMMENTO

  1. Ma possibile che non hanno trovato nessuno a cui vendere il sito invece di chiuderlo?
    Mi sembra strano che nessuno poteva “reinventare” il sito…

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