I (miei) fattori di ranking ai fini SEO per il 2018

Allarme clickbait in 3, 2, 1....

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fattori seo 2018

Vi rovino da subito tutto l’articolo così non mi accusate di clickbait: in sostanza in realtà in questo post parlerò solo di come alcuni errori potrebbero rovinare la SEO di un sito in questo 2018.

Quindi per far veloce e riassumere un poco la questione per me in quest’anno si dovrà fare attenzione a:

  • ottimizzazione mobile (che noia)
  • https (che palle)
  • GDPR n.679/2016 (che c’entra?)
  • Gutemberg (sei scemo?)

Vediamo nel dettaglio perché forse non ho detto cavolate. O forse si. O forse alcune. O forse.

I deliri, mescolati a riflessioni, sui fattori #SEO per il 2018 Condividi il Tweet

Attenzione! Questi sono ALCUNI dei fattori che vanno analizzati in un sito ai fini del posizionamento organico. Per dire, di mio ne guardo (ad oggi) un totale di quasi 120 (divisi in sotto punti) + altri 15 nel caso di local SEO.

Ottimizzazione mobile

Contro ordine. Non ho voglia di parlare di questo fattore, dato che il discorso è ridondante e in molti hanno speso più parole di quanto farò io.

Quel che vi basti sapere è che:

  • Google ha introdotto il mobile-first index (annunciato a novembre 2016), ovvero se prima l’indice con cui venivano posizionati i siti era desktop, per fare le opportune correzioni per la serp mobile, ora è il contrario.
  • Da luglio 2018 la velocità di caricamento sarà uno dei fattori di posizionamento per un sito sulla SERP mobile. O meglio se avete commesso l’errore di avere un sito lento/non ottimizzato per un device mobile verrete penalizzati a fronte di url più performanti.

Riflessione: Siamo nel 2018, la maggior parte delle ricerche viene effettuata da mobile e questo è un trend che va avanti esponenzialmente dal 2013 (in Italia). Se dopo 5 anni non l’hai ancora capito e non ti sei adeguato… c’è poco da fare.

HTTPS

Sono anni che Google la mena con sta storia e ha provato in tutte le maniere a fare terrorismo psicologico per far comparire tutti i domini con un bel lucchetto verde sulla barra dell’URL, con una serie decisa di comunicati (prima) e interventi (dopo):

Se me ne son perso qualcuno, potete evidenziarmelo nei commenti, GIURO che in quel caso non dirò che siete dei secchioni. Però lo siete ;P

Quindi dando per scontato che ad oggi https non è ancora un fattore di ranking (o almeno per i miei progetti che ancora non sono migrati e che non emettono “non sicuro” NON è così) lo diventerà in futuro per diversi motivi:

  • bounce rate, tempo di permanenza e percezione utente pessimi quando si atterra su un risultato contrassegnato come “non sicuro”
  • l’errore nell’effettuare il passaggio ad https da parte nostra, dei nostri competitor o da parte dei siti che ci linkano influirà sul nostro posizionamento

Riflessione: è dal 2014 che Google ci martella con questa storia, quindi il lavoro di migrazione andava già svolto da tempo (per gli e-commerce da prima di gennaio 2017) e/o pianificato (per tutti gli altri siti) per arrivare a luglio 2018 pronti.

GDPR n.679/2016

Qui estremizzo e non è così importante come gli altri fattori ma… nel nuovo GDPR n.679/2016 in vigore da fine maggio 2018 viene specificato, tra le altre cose, come sia necessario tracciare l’utenza solo dopo consenso (in realtà è già così) e fornire loro la possibilità di scegliere quali cookie spegnere.

In funzione di come applicherete questa normativa vi perderete più o meno dati e/o utenti. Mi spiego meglio:

  • errore nel far eseguire il codice di Analytics impedirà il corretto tracciamento utente. Se riscontrate flessioni nei dati di accesso al vostro sito chiedete al vostro sviluppatore se e come ha implementato il blocco del codice di Google Analytics preventivo e richiesto dalla normativa (e già che ci siete anche il blocco dei diversi codici di tracciamento, adv, etc per capire se possono influire in altri aspetti del vostro lavoro)
  • una frenesia di messaggi errati sui siti o comunicazioni errate da parte dei giornalisti potrebbero portare ad una isteria collettiva, a un delirio sicuritario da parte degli utenti e ad eventuali crociate verso ignari webmaster. E magari ad un effetto farfalla che farà terminare il mondo che noi tutti conosciamo. (si ok sto esagerando)
  • una cattiva implementazione della normativa sul nostro sito/sito gestito potrebbe portare ad una sanzione pecuniari pesante (a minare la nostra attività e/o collaborazione con il sito) oltre che ad una eventuale pessima reputazione su chiave brand data dalla pubblicazione del provvedimento nei nostri confronti sul sito del garante alla privacy

Quindi vi conviene incominciare ad informarvi in tal senso (o delegare qualcuno che lo faccia per voi) per non arrivare al termine con l’acqua alla gola.

Riflessione: se il vostro sito è già in regola per le attuali norme che regolano i siti web su territorio italiano/europeo sul dominio non sono molte le azioni da effettuare. In caso contrario auguri!

Riflessione 2 (che non c’entra niente con la SEO ma fate attenzione!): Il GDPR n.679/2016 coinvolge un sacco di aspetti che riguardano l’azienda.

Gutemberg

In una futura versione di WordPress (la 4.8 che verrà rilasciata a giugno 2018) verrà rilasciato un nuovo editor visuale chiamato Gutemberg con nuove e interessanti opzioni ai fini dell’impaginazione dei contenuti.

Peccato che questa modifica al core di WP possa andare in conflitto con gli attuali plugin dedicati a far da visual editor e in alcuni casi con layout che prevedono custom field.

Ora dato che:

  • WordPress è il CMS più usato al mondo
  • L’utente medio di WP è ignaro ed è abituato oramai ad cavarsela con dei click
  • In moltissimi usano visual editor
  • In tantissimi aggiornano wordpress senza prima provare a capire, su copie di sviluppo, se qualcosa non funzione
  • In pochissimi, sull’utenza generale, non sanno fare un downgrade di wp
  • È già successa una cosa simile in passato (ma solo legata agli utenti di Visual Composer)

Potrebbe succedere che a causa degli errori generati dall’aggiornamento inconsapevole di wordpress molti siti vedranno il layout delle proprie pagine stravolto, con conseguente bounce rate/tempo di permanenza sul sito modificato (e quindi oscillazioni in SERP).

Riflessione: Prima dell’installazione di questa versione di WP fate prove in locale prima di aggiornare, informatevi sulle compatibilità (risolvendole) e solo in casi estremi installate l’ennesimo plugin per disabilitare Gutember, ricordando però che il vostro obiettivo però deve essere quello di rendere il vostro tema e i vostri contenuti compatibili con il nuovo editor!

La timeline dei (miei) fattori SEO per il 2018

Riassumendo:

Cosa ne pensate? Volete sapere qual’è la sostanza che ho usato per scrivere questo articolo? Rispondo nei commenti.

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Nato con la passione per l'informatica da mamma Access e papà ASP nel 2002 rinnego repentinamente la mia paternità facendomi adottare da papà PHP e mamma SQL. Allevo HTML e correlati fiori in CSS mentre vedo i frutti del mio orticello SEO crescere grazie alla passione e alla dedizione della coltura biodinamica; perchè il biologico è fin troppo artificiale. Realizzo siti internet a tempo pieno, nei restanti momenti mi occupo di redigere articoli per questo sito e saltuariamente far esperimento nel mare che è internet.

2 COMMENTI

  1. Concordo sul fatto che tutti e quattro i fattori da te indicati saranno cruciali nel 2018, ma non necessariamente creeranno tanto scompiglio. Non so se ricordi quello che è successo anni fa con la legge europea sui cookies.
    Sembrava che gran parte dei blogger dovessero abbandonare la loro attività perché non sapevano come e dove anonimizzare gli IP.
    In realtà la mamma del blogger è sempre incinta e non ha mai smesso di partorire.
    Dei quattro fattori da te citati, credo che il più critico sia Guttemberg, ma in realtà sono già passati diversi mesi dall’annuncio dell’implementazione nativa di Guttember all’interno del prossimo WP e anch’io ero perplesso: che fine faranno i vari plugin di composizione? o, meglio, cosa succederà ai siti creati con i vari “composer” e “pagebuilder”. Ma leggo da diverse parti che si stanno adeguando e saranno pronti alla rivoluzione imminenente.
    A tutto c’è sempre rimedio.

    • Grazie Renato per il tuo contributo.

      Il mio ragionamento è proprio a seguito della mia esperienza sulla normativa sui cookie. Questo sito era (e in parte lo è ancora) tra i primi che uscivano in merito a questo argomento e in quei giorni infatti ho dovuto aumentare il mio piano hosting per reggere le richieste da parte di tutti gli utenti a causa dell’isteria collettiva scatenata dal ritardo di tutti nel mettersi in regole (e che ha portato questo sito ad acquisire millemila link e a vedersi copiata la cookie policy spesso in maniera errata).
      Per quanto riguarda Gutemberg riguarderà solo i siti realizzati in WordPress, che è vero sono la maggior parte, ma non la totalità ed in generale il mio discorso si basa su un principio pessimista e puramente pratico: si fa una cosa SOLO quando si è obbligati, non rendendosi conto che però è meglio pianificare per non dover fare tutto di fretta e male.

      Il senso di questo articolo è solo questo: la SERP potrà vedere fluttuazioni a causa degli errori commessi nel fare modifiche in velocità.

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