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Digital Markets Act (DMA) e Aggiornamento Algoritmico. La SEO a Marzo 2024

Digital Markets Act (DMA) e Aggiornamento Algoritmico. La SEO a Marzo 2024
Sommario

Sperando di fare cosa gradita vi incollo a seguire la mail che ho inviato ai vari clienti su mercato europeo che seguo, dopo averla riadattata un pochi per renderla consona alla pubblicazione.

Il focus dell'aggiornamento è dal mio punto di vista come consulente SEO e tratta le varie implicazioni legate al Digital Markets Act del 6 marzo e all'aggiornamento algoritmico di Google del 5 marzo e relative implicazioni.

Come potrete leggere mi sono soffermato più sul DMA dato che mi sembra ben più impattante in maniera globale.

DMA del 6 marzo

Dal 6 marzo è entrato in vigore il nuovo regolamento europeo per i “mercati equi e contendibili nel settore digitale”. Le regole vanno a cambiare il modo in cui gli utenti dell’Unione Europea interagiscono con i servizi online delle principali aziende: Alphabet (Google), Amazon, Meta (Facebook, Instagram), Microsof, Apple e ByteDance (Tik Tok).

In rete si trovano poche informazioni, rispetto a quanto è grossa la portata di questa novità e dai toni parecchio blandi.

In realtà le conseguenze sono belle grosse e vanno ad intaccare il fatturato dei più grossi player che per correre ai ripari son stati costretti ad effettuare azioni che hanno modificato in grosso modo il nostro fruire della rete ed in particolar modo andando a modificare in maniera positiva/negativa il lavoro svolto in passato.

In estrema sintesi il DMA dovrebbe andare a regolamentare le posizioni dominanti delle aziende su alcuni aspetti. Es: nei servizi di listing attività sulla SERP (pagina dei risultati di Google) far comparire in maniera paritetica i servizi di Google Maps rispetto a quelli di pagine gialle.

Ai fini pratici e per quanto riguarda il mio ruolo professionale le modifiche toccano sicuramente i seguenti aspetti, pur se potrebbero esservene altri che ancora non ho considerato o di cui mi sono reso conto.

Analizzeremo i dati in futuro per comprendere eventuali cambiamenti.

Google Analytics

L’implementazione di Google Analytics cambia rispetto al passato ed è necessario richiedere il consenso agli utenti su tre aspetti:

  1. Personalizzazione: consenso sulla personalizzazione dei contenuti, come video raccomandati
  2. Analytics: consenso all’esecuzione dell’immagazzinamento dei dati legato alle analitiche, ad esempio per capire il tempo di visita dell’utente o il ritorno utente. In realtà questo consenso, come ho potuto modo di testare nelle varie implementazioni in combo Wordpress + Complianz + Google Tag Manager che avvia lo script di Analytics (e non solo) se non attivato inibisce completamente all'esecuzione di GA, perdendo il tracciamento utente
  3. Advertising: tre dati per riuscire a personalizzare sull’utente gli annunci

Attualmente sto ancora conducendo test per cercare di mettere a posto mantenendo il meno invariato le vostre attuali configurazioni perché richiedere all’utenza di modificare le preferenze è abbastanza inutile, dato che il 99% preme ok senza leggere o effettuare modifiche.

ADV

L’adv di google ADS di mio lo gestisco sempre in combinazione con Google Analytics 4 a cui faccio tracciare le conversioni in sinergia a Google Tag Manager. I primi esperimenti su sito campione mi avevano fatto credere che era proprio necessario inibire lo script di analytics richiedendo il consenso utente per farlo eseguire.

Ora mi sembra che non è così e lo script si esegue pur se è necessario richiedere il consenso per tracciare nel tempo l’utente.

Ricordo che attualmente monitoriamo le conversioni utente (quando l’utente compila il form o clicca sul numero di telefono) a mezzo analytics e passiamo questi dati a Google Ads, per poter ottimizzare gli annunci ad utenti propensi ad effettuare questa azione. Bloccare analytics in malo modo potrebbe influenzare negativamente il rendimento degli annunci.

Local Business

Purtroppo questa è una grossa novità in negativo.

Il local pack di google (tre risultati e la cartina di google maps) sulla serp viene spostato più in basso e per alcune SERP sparisce, pur se continuando ad analizzare la situazione negli ultimi giorni in alcuni casi è ritornato più in alto sulla serp.

Il lavoro di ottimizzazione della scheda google my business perde così di valore e bisognerebbe cercare di ottimizzare la presenza anche negli altri strumenti di listing (pagine gialle, bing, apple, etc)

Globalmente e per chi aveva una scheda ottimizzata a livello locale si sta perdendo il 25% del traffico.

Cosa potrebbe cambiare nei competitor

Il discorso vale anche per i competitor e ci troviamo davanti a questo scenario:

  • I competitor che effettuavano attività digital non ragionata non percepiranno questo cambio. Esempio: se non ottimizzavano le campagne ads, continueranno a spendere di più di quanto necessario per ogni lead
  • Alcuni competitor implementeranno male la gestione del consenso di analytics: sul lungo alcuni performeranno male
  • Sul local emergono di più competitor sulla parte bassa della SERP

Cosa converrebbe fare

Per ora ancora niente, dato che tutto è ancora in forse, come ad esempio dimostra il local pack che ha cambiato posizione più volte.

Grosso modo però se per analytics appena ho una quadra ve la proporrò/andrò ad implementare,

Per il local sarebbe necessario controllare/implementare bing ads e apple e iniziare a valutare la presenza su altre piattaforme di listing.

Per il local mi sono già mosso e nei prossimi giorni vediamo di ottimizzare la presenza.

Approfondimenti:

Aggiornamento Algoritmico di Marzo

Come se non bastasse il DMA google ha lanciato un pesante aggiornamento algoritmico per limitare l’uso dell’IA (intelligenza artificiale) nella produzione di contenuti automatizzati, dato che in molti abbiamo provato a creare siti costruiti interamente con l’IA.

Dai miei esperimenti era già fallimentare la questione avendo effettuato test costruendo un sito interamente generato a mezzo IA, con prompt costruiti in maniera oculata. Per questo l’uso dello strumento è da parte mia molto ragionato, ma in molti hanno provato ad utilizzarlo in maniera più massiva inquinando particolarmente la produzione di contenuti a mezzo web.

Questo aggiornamento però ha segato pagine anche non create a mezzo AI, perché il bot non è così preciso e conseguentemente molti siti si sono visti deindicizzare pagine, perdendo completamente il traffico proveniente da quegli url.

In altri casi vedremo poi il risultato sul tempo, dato che magari i contenuti deindicizzati sono quelli che avevano all’interno un link al vostro sito e che ora quindi vale meno rispetto al passato, portandovi meno forza in termini di posizionamento.

Approfondimenti:

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