Italia: quali sono i CMS più usati nei siti internet?

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wordpress vs joomla

L’ultima analisi che ho effettuato è interamente dedicata a comprendere quale è la tecnologia più utilizzata dai siti internet italiani: quale è il linguaggio di programmazione con cui sono scritti e quali sono i CMS più utilizzati.

Come per le altre analisi ho utilizzato un campione di 2500 siti internet, raccolti in maniera anonima su l’intero suolo Italiano, cercando di evitare la localizzazione imposta da Google e relativa a Torino, da dove esce l’IP della mia connessione ADSL.

Il campione è diviso in 10 categorie e per ognuna di queste raccoglie 250 siti web, ricercati utilizzando query relative al settore merceologico di appartenenza e selezionando i primi risultati organici (e in alcuni casi sponsorizzati) della SERP di Google.

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L’introduzione all’analisi dei risultati, in questo articolo, è particolarmente lunga per introdurre il discorso a tutti coloro che non conoscono l’argomento.

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In una pagina ho raccolto solo i risultati totali.

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Ho raccolto i dati in una infografica in formato PDF.

I linguaggi di programmazione analizzati

I siti internet in esame sono stati costruiti grazie a diversi linguaggi di script. A parte i siti statici, realizzati mediante il linguaggio di markup HTML, i siti dinamici del mio campione sono stati realizzati grazie all’ausilio di tre diversi linguaggi di programmazione: PHP, ASP e JSP.

Vi sono diversi tipi di linguaggi di programmazione. La caratteristica che li accomuna è il fatto che, grazie alla programmazione, le informazioni vengono interpretate e restituiscono di volta in volta risultati differenti. Alcuni linguaggi vengono interpretati direttamente dal server (ASP, JAVA e PHP) altri vengono elaborati sul nostro browser, come il Javascript. L’HTML non è un linguaggio di programmazione ma di markup e per il CSS vale lo stesso discorso, in quanto è un linguaggio usato per definire la formattazione dell’HTML.

phpIl linguaggio PHP viene utilizzato per generare, nei siti internet, pagine dinamiche e applicazioni web lato server. E’ un linguaggio di programmazione interpretato ed è un software libero, nato nel 1994 da Rasmus Lerdorf ed era, nella prima versione, una raccolta di script CGI. La seconda versione venne riscritta in C aggiungendo la gestione dei database in mSQL. Nella terza versione, uscita nel 1998, grazie alla collaborazione di Andi Gutmans e Zeev Suraski il motore venne riscritto da capo, aumentando la connettività per i database e il supporto per la programmazione ad oggetti. Grazie a queste enormi migliorie il PHP incominciò ad essere altamente competitivo nei confronti dell’ASP. La quarta versione venne lanciata nel 2000 e nel 2005, a seguito del rilascio del PHP5, ad oggi l’ultima versione, il 50% dei server a livello mondiale era configurato per utilizzare questo linguaggio.
Il PHP, nato in ambiente Open Source, nella maggior parte dei casi è configurato su un ambiente Linux con un server Apache o Nginx, ma con un apposito modulo è possibile configurarlo su un server ISS su sistema operativo Microsoft. Una peculiarità di questo linguaggio è di poter utilizzare diversi tipi di database. Per citarne alcuni: MySQL, Oracle, MariaDB, PostgreSQL, Micorsoft SQL Server e IBM.
Grazie al suo essere Open Source il PHP ha una comunità di programmatori molto estesa e la documentazione di riferimento e aiuto è multilingua e gratuita.

asp.netIl linguaggio di programmazione ASP, sviluppato dalla Microsoft, permette di creare delle pagine dinamiche elaborando uno script lato server. Nato nel 1995 l’ASP nativamente necessita di un sistema oerativo Windows e di un server IIS per poter funzionare e la licenza, a differenza del PHP, è proprietaria. L’ASP può gestire tutti i database con driver ODCB e OLE-db come Access, Oracle, MySQL e SQL Server. Grazie alla semplice sintassi di programmazione l’ASP è assai facile da comprendere, ma ha enormi limiti, in particolare per quanto riguarda le prestazioni e la possibilità di utilizzare la programmazione ad oggetti.

Per ovviare a questi limiti, la Microsoft, ha ufficialmente abbandonato l’ASP a favore di ASP.NET. Questo linguaggio di programmazione continua però a funzionare su ogni versione di server IIS.

La prima versione di ASP.NET viene rilasciata nel 2000 come rimpiazzo dell’ASP. A differenza del precedente linguaggio ASP.NET è orientato agli oggetti e fornisce una serie di codice precompilato da poter utilizzare come risorse ai fini della creazione di applicazioni web. Le performance rispetto all’ASP sono migliorate notevolmente ma sia il costo della licenza Microsoft (server e database) che il supporto minore, rispetto al PHP, limitano la diffusione di questo linguaggio di programmazione.

jspJSP è un linguaggio di programmazione lato server sviluppato in Java. JSP viene sviluppato a seguito dell’implementazione del web server Apache Tomcat, nel 1999 grazie a James Duncan Davidson, un architetto del software della Sun Microsystem.
A differenza dell’ASP, il linguaggio Java Server Page è aperto e viene così implementato su molte piattaforme da diversi produttori. Il principale vantaggio di questo linguaggio di programmazione è l’alta portabilità delle applicazioni sviluppate in JSP rispetto alle concorrenti tecnologie come il PHP e l’ASP.NET.
Come già accennato JSP necessita di un server Linux su cui è stato installato Apache Tomcat, ma la portabilità di questa tecnologia permette di utilizzare come server una macchina Windows o una qualunque architettura su cui sia stata installata una macchina virtuale Java (JVM).
JSP, per la sua peculiarità di essere un linguaggio aperto, offre la possibilità di ritrovare più guide e tutorial in rete rispetto all’ASP.
Le pagine scritte in Java Server Page, come le altre architetture dinamiche per il web, permettono l’interazione con un database.

I Content Management System analizzati

Nel procedere con l’analisi del tipo di tecnologia utilizzata per realizzare i diversi siti internet analizzati ho individuato le diverse tipologie di CMS utilizzate.

Cos’è un CMS?
Un content management System è una applicazione web, costruita con uno dei linguaggi di programmazione analizzati precedentemente, che permette di gestire i contenuti in maniera dinamica e offre, a chi non ha competenze tecniche specifiche, un pannello di amministrazione in cui inserire informazioni. l’amministratore del sito, inserendo e editando i contenuti nell’area di amministrazione (back end) andrà a modificare e/o aggiornare i contenuti e la loro organizzazione visibili agli utenti (front end).

Le categorie di “CMS” di questa analisi

In questa analisi ho inserito alcune categorie identificandole come “CMS” pur se non sono un software per la gestione dei contenuti, ma l’alto numero di siti creati con queste tecnologie mi ha “costretto” a dover utilizzare un sistema di classificazione di questo tipo.

Analizziamole nel dettaglio per comprendere nello specifico questi casi:

Sito Statico

Un sito internet statico è un insieme di pagine impaginate in html e formattate grazie ai CSS che possono venire aggiornate solo mediante un editor dopo che il file è stato scaricato, legate fra di loro mediante dei collegamenti ipertestuali o link. Per modificare queste pagine non viene fornito un editor visuale agli utenti e l’aggiornamento dei contenuti richiede competenze tecniche “evolute”. Sicuramente le pagine si caricheranno in minor tempo rispetto a quelle di un sito web dinamico, ma gli utenti non potranno accedere ai contenuti in maniera dinamica, ad esempio con un form per la ricerca. Per questi motivi, in genere, l’aggiornamento di un sito statico avviene in maniera meno frequente.

Pagine Gialle

La Seat Pagine Gialle offre un servizio di creazione di siti internet, utilizzato in genere dalle piccole aziende e dai professionisti, a costi medio alti, rispetto ai prodotti che realizza.

Per costruirli utilizza un CMS proprietario, definito Visual Site, che permette di realizzare un sito internet medio/piccolo che, nella maggior parte dei casi, non è aggiornabile dall’utente ed ha una impaginazione molto simile agli altri siti web realizzati mediante lo stesso CMS. In alcuni casi il layout ha degli errori di usabilità nella sua progettazione che rendono la navigazione delle pagine meno semplice.

Analizzando i diversi siti costruiti con Visual Site ho potuto riscontrare che:

  • Vi sono tre diversi modelli di layout, che hanno più o meno pagine. Immagino quindi che in funzione del piano sottoscritto con Pagine Gialle vengano forniti livelli di software diversi.
  • A livello di codice non sono particolarmente aggiornati e lo stesso dicasi dei contenuti all’interno. Immagino quindi che i siti posizionati (in pochissimi casi e per keywords particolari) nella prima pagina di Google siano frutto di una forte link building interna al portale di Seat Pagine Gialle.

Esempi di "diversi" layout

Web Editor

Nei CMS elencati sotto troverete alcuni che vengono definiti Web Editor. E’ il caso di servizi che offrono la realizzazione di siti internet gratuiti come Wix ad esempio.

I siti web creati con questi servizi in genere sono di poche pagine e hanno un layout molto simile fra di loro: è questo il costo da pagare per il servizio gratuito offerto. Il CMS, in questo caso, gestisce una rete di siti internet e agli utenti viene permesso di gestire uno solo di questi siti personalizzandolo in funzione delle impostazioni effettuate dall’amministratore della rete.

CMS Enterprise

I CMS Enterprise, sono Content Management System a pagamento realizzati per le grosse aziende. Sviluppati anni fa per gestire enormi moli di dati vengono utilizzati per costruire siti internet e ecommerce e integrano al loro interno, in alcuni casi, software di CRM e di analisi per la gestione dei contatti.

Con il progredire della tecnologia, CMS come WordPress e Drupal, si stanno avvicinando molto alle potenzialità e alle funzioni dei CMS Enterprise.

Suite Javascript

Le suite di questo tipo non sono CMS, ma una raccolta di script Javascript/JSP che, se uniti fra di loro, permettono la creazione di un CMS. Nell’analisi li ho separati dai CMS Proprietari, anche se andrebbero inseriti in questa categoria, ma lo scarso numero di campioni trovati non influisce sostanzialmente sui risultati.

CMS Proprietario

Molte web agency, piuttosto che utilizzare un CMS scritto da terzi, preferiscono scriverne uno da zero. Questa pratica ha dei vantaggi e degli svantaggi.

I PRO di creare un Content Management System

Scrivendo il proprio CMS si può creare un software leggero, personalizzato per i bisogni del singolo sito internet e ottimizzato per la velocità. Sarà più complicato da malintenzionati individuare delle falle di sicurezza, grazie al codice personalizzato.

I CONTRO

Una comunità come quella di WordPress, ad esempio, utilizza tecnologie all’avanguardia nell’aggiornamento del proprio CMS, non sempre alla portata, per questioni di tempo e competenze, di una singola web agency. Per questi motivi aggiungere funzionalità ad un prodotto proprietario non sempre è facile e veloce. Nel caso di CMS Open Source le falle di sicurezza, non appena scoperte, vengono chiuse da un team di esperti.

CMS Open Source

Vediamo in maniera più dettagliata i Content Management System Open Source più utilizzati, tra i siti internet che ho analizzato.

wordpressUno dei CMS più famosi è sicuramente WordPress. WP nasce come piattaforma per la creazione di blog, con la sua prima release nel 2003, a cura di Matt Mullenweg e Mike Little. I successivi sviluppi ne hanno esteso le potenzialità e ai giorni nostri questo software si può utilizzare per creare siti internet di grosse dimensioni o, grazie ad alcune plugin apposite, per sviluppare e-commerce. Grazie alla possibilità di essere altamente scalare e modulabile secondo le diverse esigenze, di avere una delle migliori community di supporto, diffusa in tutto il mondo e in tutte le lingue, un pannello di gestione altamente usabile per i diversi livelli di utenza e delle api per lo sviluppo di nuove funzionalità questo Conten Management System si è diffuso a macchia d’olio venendo utilizzato da diverse web agency ai fini della realizzazione di siti internet di piccole, medie e grosse dimensioni.
E’ molto semplice personalizzare una installazione di WordPress grazie alla possibilità di modificare o aggiungere un tema grafico costruito sul caso specifico, ai fini di modificare l’esperienza utente nel front-end, e aggiungere specifiche funzionalità grazie a diversi plugin. Per funzionare necessita di un server su cui sia installato il modulo PHP e un database MySQL o PostgreSQL.

joomlaPer molti definito il diretto concorrente di WordPress, Joomla! nasce nel 2005, come fork di Mambo, appositamente per realizzare siti internet di dimensioni elevate. Come per WP è possibile modificare l’aspetto grafico lato front-end aggiungendo un tema grafico personalizzato definito Template e aggiungere funzionalità grazie ai Componenti. Grazie ai Moduli è possibile aggiungere porzioni di codice HTML personalizzate e con le Plugin è possibile aggiungere script per determinate funzioni che spesso agiscono in background in tutte le pagine del sito. La community di supporto di Joomla! è sviluppata, ma non come WordPress, e i software per la personalizzazione di questo CMS in maggior parte sono a pagamento, cosa questa che non ha aiutato la diffusione di questo gestore di contenuti. Può essere installato su un server con un modulo PHP e un database MySQL, Microsoft SQL Server, Microsoft SQL Azure e Postgresql.

drupalDrupal, nato ai fini della realizzazione di siti internet di grosse dimensioni nel 2001 da Dries Buytaert, come Joomla! e WordPress, permette la multiutenza e può essere altamente personalizzato inserendo un tema grafico costruito ad hoc e si possono aumentare le funzionalità mediante l’aggiunta di Moduli. Più ostico, sia nella programmazione che nell’usabilità del pannello di amministrazione, Drupal si è diffuso di meno rispetto a WordPress e Joomla!. La comunità di supporto non si è evoluta come quella dei due CMS Open Source visti precedentemente  e per poter funzionare questo software richiede un host con PHP e db MySQL o PostgreSQL.

magentoNato ai fini della realizzazione di e-commerce di grosse dimensioni nel 2008 questo software, permette di creare un sito di commercio elettronico per la vendita online di prodotti. Con Magento è possibile installare un tema grafico personalizzato e estendere le funzionalità grazie a dei software aggiuntivi definiti Estensioni. La comunità di supporto non particolarmente evoluta e per poter funzionare questo CMS richiede un host con PHP e db MySQL, Percona o MariaDB.

prestashopConcorrente di Magento è PrestaShop. Nato nel 2007 specificamente per la creazione di siti web di e-commerce ha al suo interno una gestione dei prodotti ai fini della vendita e si possono utilizzare, per effettuare le transazioni, diversi metodi di pagamento. Si possono personalizzare i temi grafici lato front-end grazie a temi specifici definiti Template e le funzionalità possono venire aggiunte grazie a software aggiuntivi definiti Moduli. Necessita di un server con PHP configurato e immagazzina i dati all’interno di un database MySQL.

Ulteriori CMS, utilizzati in quantità assai minore nei siti internet analizzati (meno dell’1% della totalità dei siti esaminati), rispetto a quelli appena visti, sono:

  • one.com (web editor)
  • Wix (web editor)
  • OpenCart
  • OsCommerce
  • BigCommerce
  • DotNetNuke
  • cakePHP
  • nopCommerce
  • Adobe CQ5 (CMS Enterprice)
  • TYPO3
  • Demandware
  • Methode
  • ATG Web Commerce
  • Shopify
  • ez Publish
  • Contao
  • Weebly (web editor)
  • Cargo
  • Modx
  • CMS Made Simple
  • Zen Cart
  • Expression Engine
  • Open Text Web Solution
  • DHTMLX (suite javascript)
  • Liferay (CMS Enterprise)
  • Microsoft Sharepoint
  • Codelgniter
  • Bigcommerce
  • Java Servlet (suite javascript)
  • IBM WebSpher Portal (CMS Enterprise)
  • SDL Tridion (CMS Enterprise)
  • Open Cms
  • Sitecore
  • EpiServer (CMS Enterprise)
  • Plone
  • Umbraco
  • FlecCMP
  • Concrete
  • Koken
  • Webs
  • PHP Nuke
  • Kentico CMS
  • Web Gui

Per questo motivo tutti questi software, per convenzione in questo report, entreranno all’interno di una macrocategoria: Altri CMS.

Differenza tra un semplice sito internet e un e-commerce

Un sito internet sono diverse pagine HTML correlate fra di loro da dei collegamenti ipertestuali o link. Come accennato precedentemente, grazie ai linguaggi di programmazione i contenuti, all’interno del sito web, possono essere forniti in maniera dinamica a seguito delle diverse scelte effettuate dall’utente.
Un e-commerce è un sito internet, ma oltre a fornire informazioni testuali, video e immagini, permette di effettuare transazioni monetarie, vendendo dei prodotti (o dei servizi). In genere richiede una iscrizione, prima di procedere agli acquisti e funziona con la stessa logica di un supermercato o di un negozio: le diverse sezioni del sito sono le diverse corsie in cui dagli scaffali (le pagine) è possibile prendere un prodotto e inserirlo in un carrello per poi, terminata la scelta, si può procedere all’acquisto mediante diverse forme di pagamento (carta di credito, paypall, bonifico bancario, contrassegno, etc).

L’analisi sui siti internet e i dati riscontrati

Dopo una doverosa prefazione vediamo insieme che tipo di dati possiamo estrapolare dall’analisi effettuata sulla tecnologia utilizzata dai 2500 siti web esaminati. Per le diverse categorie merceologiche possiamo riscontrare, sommando fra loro i dati per la totalità dei siti, nell’arco temporale intercorso tra l’11 luglio e il 4 agosto 2015:

  • Il tipo di linguaggio di programmazione utilizzato.
  • Quanti siti internet hanno un contentent management system e quanti sono redatti in HTML.
  • Il tipo di CMS usato per la realizzazione del sito internet.
  • Se il sito è un e-commerce o no e di conseguenza la percentuale di commerci elettronici sulla totalità dei siti analizzati.

Vediamo insieme i risultati delle diverse categorie, di cui analizzerò i dati più importanti, per le percentuali nello specifico consiglio di guardare l’infografica correlata o ancor meglio la pagina dedicata con i report grafici. Nei grafici relativi ai diversi linguaggi di programmazione utilizzati per la realizzazione dei diversi siti internet esaminati vi è una voce contrassegnata come “Non analizzabile“. Entrano a far parte di questo insieme tutti quei siti di cui non sono riuscito a capire il linguaggio di programmazione utilizzato a causa del loro essere sito statico in semplice HTML o a causa di mascheramenti del codice.

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Beni di Lusso

I siti inseriti in questa categoria sono di gioiellerie, vestiti di alta moda, auto di lusso, yacht e accessori di alto prezzo come orologi e penne particolari. La maggior parte (71,2%) sono realizzati in PHP, ma solo il 34% dei siti analizzati sono di tipo e-commerce, questo perchè prodotti di alto costo difficilmente vengono acquistati tramite la rete senza essere prima venire visionati dal vivo. Il 10,8% dei siti, nelle prime posizioni della SERP, sono ancora in HTML statico, non aggiornati ad una tecnologia dinamica per l’aggiornamento dei contenuti semplificato. Il 40,4% dei web site è realizzato mediante un CMS personalizzato e tra i CMS precompilati il più usato è WordPress (16%), seguono Joomla! (8,4%) e Magento (5,2%). Tra i siti internet di questa categoria di tipo e-commerce la maggior parte (37,75%) sono CMS personalizzati ma in buone percentuali viene utilizzato anche WordPress (17,65%), Magento (15,29%) e PrestaShop (11,76%).

Il 34% dei siti internet di beni di lusso sono degli #e-commerce Condividi il Tweet

Professionisti

In questa categoria vi sono siti di avvocati, tatuatori, psicologi/psicoteraupeti e singoli professionisti in genere. Sono realizzati al 74,4% in PHP e solo il 2% sono degli e-commerce per la vendita online, questo perchè la maggior parte dei siti analizzati in questa categoria offre servizi o prodotti (ad esempio il tatuaggio) non vendibili attraverso la rete. Una buona percentuale (35,2%) sono in HTML statico, in quanto siti vetrina senza particolare bisogno di essere aggiornati con frequenza e tra quelli dinamici la maggior parte sono realizzati in WordPress (32,4%), molti sono creati su misura (11,6%) e altri in Joomla! (8%). Tra i pochi commerci elettronici presenti in questa categoria il 60% sono WordPress e il restante 40% sono costruiti in PrestaShop.

Se vendi servizi non hai bisogno di un #e-commerce. Condividi il Tweet

Investigazioni e VideoSorveglianza

Fanno parte di questo insieme di siti web i portali dedicati alla vendita e alle informazioni relative agli impianti di allarme e videosorveglianza e i web site delle agenzie di investigazione. Come per i due casi precedentemente analizzati la maggior parte (71,2%) sono realizzati in PHP e una piccola percentuale (5,2%) sono dei commerci elettronici per la vendita di prodotti mezzo internet. La maggior parte dei siti analizzati non sono di qualità e molti di fattura “artigianale” o con tecnologie datate: al 32,4% sono quelli realizzati in HTML statico (siti vetrina delle agenzie di videosorveglianza), il 20% sono costruiti mediante CMS personalizzati, al 16,8% in WordPress e al 13,6% in Joomla!. Da notare che una alta percentuale dei siti esaminati (il 10%), rispetto alle altre categorie, sono realizzati dalla SEAT Pagine Gialle. Gli e-commerce di questa categoria merceologica sono realizzati al 38,46% con CMS personalizzati, il 23,08% con Magento e il 15,38% con Os Commerce.

Grandi aziende e personalità

In questo insieme possiamo trovare i siti internet delle marche più importanti, delle società internazionali con grosso fatturato e di alcuni nomi famosi di cantanti e artisti Italiani. Il linguaggio con cui sono creati in grossa percentuale è il PHP (60,8%), ma meno rispetto alla media e una buona percentuale sono creati in ASP o ASP.NET (22.4%). Gli e-commerce riscontrati in questo insieme sono il 23,6% dei 250 siti analizzati.
Immagino grazie al grosso budget investito per la realizzazione dei portali analizzati più della metà (58,4%) è realizzato con un CMS personalizzato e una bassa percentuale è in HTML statico (il 2,4%). Il 10,8% rimane comunque realizzato in WordPress. A diversità delle altre categorie compaiono, in basse percentuali, diversi CMS Enterprise come Adobe CQ5, TYPO3, Liferay e Microsoft Sharepoint. Vista la qualità superiore dei portali analizzati e dell’alta personalizzazione richiesta, nessuno è realizzato con i software di SEAT Pagine Gialle. Gli e-commerce analizzati, relativi solo alla vendita dei prodotti di grande aziende, sono per lo più costruiti mediante un CMS proprietario (64,41%) e a seguire in Magento (8,46%), WordPress (6,78%), Drupal (5,08%) e Typo3 (5,08%).

Su 250 siti di grandi aziende più della metà (58,4%) sono degli #e-commerce Condividi il Tweet

Enti pubblici e amministrazioni

Fanno parte di questa categoria i siti internet dei diversi enti pubblici, di scuole e comuni delle diverse province Italiane. Visto il carattere informativo della quasi totalità dei siti analizzati di questa categoria, gli e-commerce che ho riscontrato sono davvero pochi (0,8%), con la percentuale minore fra tutti gli altri settori analizzati. I siti creati in PHP (56,4%) hanno una percentuale minore degli altri insiemi esaminati, in compenso quelli realizzati in JSP hanno una percentuale ben più alta della media (14,4%). In maggior parte i web site presenti in “enti pubblici e amministrazioni” sono creati grazie a un CMS personalizzato (54,8%) in buona percentuale con Drupal (8,4%) e a seguire in Joomla! (6,4%), che a quanto pare viene utilizzato di meno in questo settore rispetto al passato. Hanno buona percentuale CMS Enterprise come Liferay (4,4%), Typo3 (4%) e Microsoft Sharepoint (2,4%). WordPress viene usato di meno della media (3,2%) e anche qui, visto il necessario dinamismo richiesto ai siti web nessuno è realizzato in HTML Statico o con il CMS delle Pagine Gialle. I pochi commerci elettronici realizzati in questo insieme sono creati mediante CMS Magento.

Associazioni, Partiti e Non Profit

I siti internet di questo insieme, dedicati a associazioni benefiche e non profit e ai diversi partiti politici italiani, sono quelli realizzati, in percentuale più alta all’80,4%, in PHP rispetto agli altri linguaggi di programmazione. Il 14% dei siti esaminati sono degli e-commerce, in particolare quelli delle ONG, con una sezione dedicata ai prodotti da acquistare per beneficenza.
In questa categoria i siti web esaminati per lo più sono costruiti con CMS personalizzati (34,8%) e in buona percentuale con WordPress (26,4%) o Joomla! (18,4%). Percentuali minori sono dedicate ai siti statici (8%), creati in HTML, e a quelli dinamici realizzati mediante Drupal (7,2%) o altri CMS (5,2%) e nessuno è realizzato mediante i programmi delle Pagine Gialle a causa dell’alto costo di realizzazione a fronte dei prodotti realizzati.
Gli e-commerce vengono realizzati con in maggior percentuale con WordPress (42,86%), in quanto hanno tutti un occhio di riguardo per i contenuti e in minore misura con un CMS proprietario (25,71%), con Joomla! (14,29%), Drupal (17,14%) o altri CMS (14%).

Settore Salute

Di questa categoria ho esaminato i siti web di ospedali e aziende ospedaliere, farmacie, dentisti, osteopati/fisioterapisti e dei centri cosmetricologici o di chirurgia estetica. Questi siti sono per in maggior parte (65,2%) realizzati con codice PHP e il 9,6% sono degli e-commerce: in particolare i siti delle farmacie e in minor numero di chi vende protesi. Una buona percentuale dei sofwtare analizzati sono stati realizzati mediante un CMS personalizzato (37,6%) e in percentuali minori mediante WordPress (16,4%) o Joomla! (9,2%). Un discreto numero di siti è stato realizzato in maniera statica (13,2%), come sito vetrina e, con la percentuale più alta fra tutte le altre categorie, dalla SEAT Pagine Gialle (11,2%).
I commerci elettronici analizzati sono realizzati, al 37,5%, mediante un CMS personalizzato, con PrestaShop al 16,67%, al 12,5% con Wordrpress o Drupal e al 8,33% con Joomla o OsCommerce.

Aziende informatiche

I siti di questo settore merceologico sono relativi a web agency, dedicate alla realizzazione di siti internet e posizionamento SEO, di host e compagnie informatiche. I portali analizzati sono, con la percentuale maggiore tra tutte le categorie esaminate, realizzati in codice PHP (86%) e fra i 250 campioni identificati il 15,6% sono e-commerce: sono in particolare le vetrine dei diversi host che vendono servizi e spazi su diversi server. I siti analizzati, in quasi pari percentale, sono realizzati con un CMS personalizzato (35,2%) o in WordPress (34%) e in percentuali minori in Joomla! (13,6%). Una buona percentuale, però, rimane realizzata in HTML statico (13,2%) e nessuno, come era da immaginare, è stato demandato ad una compagnia esterna come la SEAT Pagine Gialle.
Tra i software di commercio elettronico utilizzati possiamo trovare una alta percentuale di CMS personalizzati (66,67%) e in minor numero in WordPress (25,64%).

Il 34% di siti di aziende informatiche Italiane sono realizzati in #Wordpress Condividi il Tweet

Piccole e medie imprese

Fanno parte della categoria delle piccole e medie imprese tutti quei siti di piccole o meno piccole aziende del territorio Italiano. Il linguaggio di programmazione usato per la loro realizzazione è in alta percentuale il PHP (65,6%), ma una buona fetta è stato creato in ASP o ASP.NET (21,6%). In questo insieme possiamo trovare il maggior numero di e-commerce, in quanto un buon investimento, per una azienda che si affaccia alla rete è quello di poter vendere i propri prodotti mediante internet (43,6%).
La maggior parte dei siti esaminati (44,4%) è stata creata mediante un CMS personalizzato, questo perchè molti dei software analizzati sono parecchio datati e in percentuali più basse mediante WordPress (12,4%) o Joomla! (7,2%). Rimangono molti i siti web creati in HTML statico (13,2%). I software di commercio elettronico esaminati sono in alta percentuale realizzati mediante CMS personalizzati (57,8%), in PrestaShop (12,84%) e Magento (8,26%).

Organi di informazione

I siti dell’insieme definito come “organi di informazione” sono quelli relativi ai maggiori quotidiani e periodici del territorio italiano e di portali web dedicati all’informazione. Anche qui possiamo riscontrare che la maggior parte è stata realizzata mediante codice PHP (74,4%) e il commercio elettronico ha una percentuale molto bassa, il 2,4%, questo perchè non ho considerato come e-commerce tutti quei siti di quotidiani che offrono servizi di abbonamento alle informazioni, come La Stampa o La Repubblica.
Per la maggior parte i siti web sono realizzati mediante un CMS personalizzato (56%) o in WordPress (25,6%) e la percentuale di siti internet statici è davvero bassa: i siti di informazione devono rinnovare le loro notizie periodicamente ed è necessario che questa possibilità sia alla portata di persone con scarsa conoscenza di codice, questo perchè, ed è opportuno ricordarlo, l’informatica è la scienza dell’informazione e non del codice.
I CMS utilizzati per creare siti di commercio elettronico per questa categoria sono stati realizzati, con una percentuale del 50% ognuno, con Magento o Adobe CQ5.

L'#informatica è la scienza dell'informazione, non del codice di programmazione Condividi il Tweet

Risultati Totali

Veniamo al dato più interessante, quello complessivo dell’analisi. Queste percentuali non sono una media delle diverse percentuali, in quanto sarebbero dati poco attendibili, ma sono percentuali calcolate sui 2500 siti analizzati.
Il linguaggio di programmazione utilizzato in più alta percentuale è il PHP (70,6%), l’ASP/ASP.NET è usato al 16,32% e il JSP al 4,12%, ma rimane una alta percentuale (8,96%) di siti che da questo punto di vista non son riuscito a esaminare, a causa del loro essere sito statico o a mascheramenti tecnici da parte del server.
Sulla totalità dei siti internet esaminati gli e-commerce sono il 15,8%, dato questo che mi ha sorpreso in quanto pensavo fosse lievemente più alto.
In Italia, tra i siti nelle prime posizioni della SERP di Google, possiamo trovare quelli realizzati con CMS proprietario (39,32%), WordPress (19,4%) e Joomla! (9,2%). Una discreta percentuale (13,32%) è quella dei siti internet statici, che immagino mantengano le prime posizioni grazie a tecnici che procedono con l’aggiornamento via codice HTML.
Tra i software utilizzati per creare dei siti di commercio elettronico quasi la metà (48,82%) regge su un CMS personalizzato, ma buone percentuali dei siti e-commerce analizzati sono realizzati in WordPress (14,32%), Magento (9,55%) e Prestashop (8,22%).

Il linguaggio di programmazione più usato in Italia è il #PHP (70,6%) Condividi il Tweet

Conclusioni Generali: quali sono i CMS più usati?

Il CMS più utilizzato in Italia rimane sicuramente WordPress, complice immagino le grosse comunità di supporto e la versatilità dello strumento, ma un dato che mi ha stupito è che si trascina il primato anche nel settore e-commerce, dove rimane primo tra i software più usati (14,32%) per realizzare il commercio elettronico. Questi dati rispecchiano, pur se con percentuali diverse, il trend mondiale, analizzato in un report di Codeguard in cui WP ha una percentuale di utilizzo del 78% (l’analisi però esclude i CMS proprietari, e analizza solo quelli Open Source).
#Wordpress è il CMS più usato per creare siti internet e e-commerce in Italia Condividi il Tweet
Il PHP rimane il linguaggio di programmazione, lato server, più utilizzato (70,6%) dagli host su cui risiedono i siti internet italiani.
A seguito di questi dati sicuramente l’open source è oramai uno standard per chi realizza siti web e ha raggiunto alti gradi di garanzia, sicurezza e versatilità nei prodotti che offre.

Cosa ne pensate di questa analisi? Siete interessati a dei dati diversi e volete che la rielabori in formato diverso? Vengono in mente delle conclusioni diverse o alcuni dati vi sembrano non attendibili? A voi la parola nei commenti qui sotto!

Italia: quali sono i CMS più usati nei siti internet?
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Nato con la passione per l'informatica da mamma Access e papà ASP nel 2002 rinnego repentinamente la mia paternità facendomi adottare da papà PHP e mamma SQL. Allevo HTML e correlati fiori in CSS mentre vedo i frutti del mio orticello SEO crescere grazie alla passione e alla dedizione della coltura biodinamica; perchè il biologico è fin troppo artificiale. Realizzo siti internet a tempo pieno, nei restanti momenti mi occupo di redigere articoli per questo sito e saltuariamente far esperimento nel mare che è internet.

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