Il mercato dell’eCommerce in Italia cresce del 16%

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grafico acquisti ecommerce italia anno
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Un articolo su La Stampa di oggi mi ha fatto riflettere sul mercato dell’eCommerce in Italia e della sua notevole crescita nell’arco di questi anni e dei nuovi meccanismi che regolano gli acquisti di prodotti.

L’articolo cita una interessante ricerca, a cura degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano in cui vengono analizzati i trend del mercato nei confronti degli acquisti effettuati online mediante gli eCommerce.

La ricerca ci svela che, globalmente in Italia nel 2015 rispetto al 2014, il mercato dell’eCommerce cresce di un 16%, grazie ai settori Arredamento, Alimentare e Cosmetica.

Aumentano gli acquirenti online abituali, coloro che effettuano almeno un acquisto al mese, diventando 11,1 milioni, per una spesa media di 89 euro.

In Italia, nel 2015, l'eCommerce cresce del 16%, per un giro di 16,6 miliardi di euro Condividi il Tweet

La ricerca eCommerce B2c nel dettaglio

I settori che influiscono alla crescita del commercio elettronico in Italia sono:

  • 31% – Editoria
  • 21% – Informatica e elettronica (di consumo)
  • 19% – Abbigliamento
  • 14% – Turismo

Il giro d’affari, legato agli ecommerce nel 2015, tocca quota 16,611 miliardi di euro, ma continiuamo a rimanere indietro rispetto, non soltanto all’America, ma anche rispetto ad altri stati europei come Francia e Gran Bretagna.

Editoria, informatica, abbigliamento e turismo in crescita tra gli eCommerce italiani Condividi il Tweet

I dispositivi mobile nell’ecommerce

L’uso di dispositivi mobile cresce, di un 64%, per quanto riguarda gli acquisti online (complice la nascita di app dedicate) e genera il 10% del volume di acquisti mediante eCommerce nel 2015. Questo dato considera come dispositivi mobile solo gli smartphone e se inglobiamo anche i tablet la percentuale sale al 21%.

Nel 2015 aumentano di un 64% i fruitori di eCommerce che utilizzano un dispositivo mobile Condividi il Tweet

Il consumatore online

Roberto Liscia, presidente Netcomm effettua una analisi del consumatore online, ponendo attenzione su alcuni fattori quali:

  • il diventare aquirente multicanale (ossia di non utilizzare diversi canali di informazioni come internet, il volantino o l’esperienza diretta in negozio)
  • utilizzare più di un dispositivo per la  ricerca di informazioni

L’acquirente, secondo il presidente della Netcomm, è “alla ricerca di un unicum nel quale trovare coerenza e continuità durante la sua interazione con l’azienda“, sia online che offline.

Particolarmente importanti i dati relativi alla ricerca di informazioni da parte degli utenti decisi ad acquistare un prodotto:

  • 8,5 milioni di persone nel 2014 ha cercato informazioni mediante internet, nel momento di acquisto di un prodotto in negozio
  • 13,6 milioni di consumatori sono alla ricerca di un determinato prodotto visto online nel mese precedente.

Per questi motivi molte imprese effettuano strategie multicanale per migliorare i tassi di vendita e nel contempo molti produttori tradizionali/rivenditori si appoggiano a market place online, come Amazon o ePrice, per aumentare i canali di vendita o nel caso di piccole aziende per non dover sviluppare un sito dedicato al commercio elettronico.

Strategie multicanale e cross-device, queste le vere strade per un eCommerce di successo Condividi il Tweet

L’export generato dal commercio elettronico

Grazie alla diffusione globale della rete internet, mediante l’eCommerce aumentano del 22% le vendite effettuate dai siti italiani nei confronti di clienti stranieri, superando i 3 miliardi di euro.

I settori che maggiormente influiscono nell’aumento di questa percentuale sono quelli del Turismo (il 46% del valore visto precedentemente) e dell’Abbigliamento (35%).

In rapida crescita i settori relativi all’Arredamento e all’Alimentare.

I (veri) fattori trainanti dell’ecommerce

La ricerca è stata pubblicata sul sito www.osservatori.net con il titolo Social? Mobile? Multicanalità? Sì, ma sono servizio e convenienza la linfa dell’eCommerce in Italia” ponendo un accento al fatto che per quanto riguarda il mercato relativo al commercio elettronico l’attenzione ai Social Network, all’ottimizzazione per i dispositivi Mobile e la Multicanalità dell’esperienza dell’utente sono direttamente proporzionali al servizio offerto (la customer experience) e alla convenienza rispetto ad altri store (online o offline).

Per la mia modesta esperienza vi sono due fattori in più da considerare: esperienza, ossia come si sono trovati altri utenti che possono così consigliare (o non consigliare) il sito di commercio elettroni e passaparola, non soltanto online, ma quello classico fatto di chiacchiere reali.

I fattori trainanti un eCommerce? Servizio offerto, convenienza, customer experience e passaparola Condividi il Tweet

In conclusione due parole su l’articolo de La Stampa

Con toni empatici e sensazionalistici, da prendere con le solite molle, il giornalista Giuseppe Bottero apre l’articolo descrivendo frotte di ragazzini che il sabato pomeriggio si riversano all’8 Gallery, una galleria di negozi di Torino, ai fini di recuperare informazioni prima di effettuare l’acquisto.

Emblematico il passaggio che descrive questo momento: “Un fiume di ragazzi armati di smartphone controlla i cartellini dei prezzi, scatta foto, clicca.

Ora, premesso che al centro commerciale del Lingotto, dalla sua apertura nel lontano 2002 ogni sabato vi è una ressa di ragazzini che si dirigono nei portici al coperto per il consueto “struscio” del fine settimana e dato per consolidato che, a causa del basso potere di spesa di questo target, la maggior parte di questi adolescenti non effettui acquisti, ma guardi solo i prodotti e passi il tempo a farsi selfie con gli amici, quel che davvero non riesco a capire è l’ultimo punto: “Clicca”.

La mia domanda infatti è: ma su cosa “Clicca” il ragazzino nel mondo reale? Mi è sfuggita la tecnologia necessaria a poter analizzare i clienti per capire dove cliccano nel mondo reale? E’ possibile quindi calcolare il CPC di un prodotto sugli scaffali? Come faccio ad analizzare le mappe di calore per capire su un bancone cosa viene preso di mira dalle mani puntatori dei ragazzini?

Ma a parte gli scherzi l’articolo ha offerto un interessante spunto per la redazione di questo articolo, per cui tanto di cappello (acquistato su internet) all’autore dell’articolo su La Busiarda per “essere sul pezzo”.

 

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FonteCOMUNICATO STAMPA Osservatorio eCommerce B2c
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Nato con la passione per l'informatica da mamma Access e papà ASP nel 2002 rinnego repentinamente la mia paternità facendomi adottare da papà PHP e mamma SQL. Allevo HTML e correlati fiori in CSS mentre vedo i frutti del mio orticello SEO crescere grazie alla passione e alla dedizione della coltura biodinamica; perchè il biologico è fin troppo artificiale. Realizzo siti internet a tempo pieno, nei restanti momenti mi occupo di redigere articoli per questo sito e saltuariamente far esperimento nel mare che è internet.

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