Guida all’ottimizzazione dei link interni

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ottimizzare link interni

I link interni, ovvero quei link che collegano tra loro le pagine dello stesso sito, costituiscono un elemento molto importante dell’ottimizzazione on-site. Eppure spesso si tende a sottovalutarli completamente.

sito con link homeQuando si parla di link, in genere si prendono in considerazione soltanto i link in entrata verso il proprio sito, focalizzandosi unicamente sulle strategie di link building più efficaci per migliorare il posizionamento organico. Sicuramente i backlink sono fondamentali, e rappresentano, per ammissione esplicita di Google, uno dei primi tre fattori di ranking.

Ma è bene tenere a mente che anche una buona struttura di link interni può aiutare, e non poco, a posizionarsi meglio in Serp.

A cosa servono i link interni

Preciso che i link interni non comprendono soltanto i collegamenti all’interno del contenuto testuale, ma  anche quelli nel  menu principale, nella sidebar e nel footer. L’insieme di tutti questi link determina l’architettura complessiva del sito internet.

Qual è la loro funzione?

I link interni  sono fondamentali per 4 ragioni:

  • facilitano la scansione e l’indicizzazione delle pagine da parte dello spider, agevolandone l’accesso anche alle risorse più periferiche.
  • migliorano la navigazione dell’utente e la fruibilità dei contenuti, creando un percorso di approfondimento che collega argomenti correlati tra loro. In questo modo aumenta il tempo di permanenza e si riduce il bounce rate.
  • distribuiscono il link juice tra tutte le pagine del sito. Quasi sempre la pagina che riceve più link juice dall’esterno è l’ homepage. Utilizzando i link interni in maniera strategica si riesce a far confluire il PageRank verso le pagine più importanti del sito, e da qui a cascata verso tutte le altre pagine.
  • aiutano a spingere quelle pagine che vogliamo si posizionino in alto sulla Serp. I link interni collegano risorse correlate che sviluppano verticalmente un determinato topic. Creando contenuti di valore e approfonditi riusciamo a porci come “esperti del settore” agli occhi di Google.

 Vantaggi dei link interni

Rispetto ai backlink, i link interni hanno una serie di vantaggi.

Innanzitutto, siamo noi ad avere il controllo totale sulla direzione e la quantità dei collegamenti interni.

Inoltre in caso di ripensamenti o cambi di strategia, possiamo modificarli o eliminarli in qualsiasi momento senza alcuna difficoltà.

Ma l’aspetto cruciale su cui vorrei richiamare l’attenzione è l’ottimizzazione dell’anchor text.

L’anchor text è il testo di ancoraggio su cui si appoggia il link. Nei collegamenti interni, l’anchor text lo scegliamo sempre noi.  E possiamo sovraottimizzarlo senza violare le linee guida di Google o incorrere in una penalizzazione algoritmica da Penguin.

Google lo ha ribadito più volte, e nella guida sulla SEO dichiara che :

migliore è l’anchor text, più facile sarà per gli utenti navigare e per Google comprendere l’argomento della pagina. In presenza di anchor text appropriato, gli utenti e i motori di ricerca riescono a comprendere facilmente cosa contengono le pagine collegate.

Quindi per i collegamenti interni è quasi consigliato utilizzare  keyword molto specifiche, così da tematizzare al massimo il relativo contenuto. Diverso è il discorso per quanto riguarda i backlink, dove la presenza di anchor text troppo ottimizzate risulta innaturale e potrebbe indurre il motore di ricerca a penalizzare il sito.

Nel caso dei link interni, questo problema non sussiste e si possono linkare tranquillamente i contenuti con la keyword exact match che ci interessa spingere in SERP.

sito con url isolatePer Google, d’altronde, i link rappresentano una raccomandazione, e segnalando ripetutamente una pagina con lo stesso anchor text, gli stiamo indicando che quel contenuto è rilevante per la keyword ”x”. Superfluo ribadire che il peso di questi link è minore rispetto ai backlink, ma è comunque un segnale di cui il motore di ricerca tiene conto.

La scelta dell’anchor text è probabilmente l’aspetto più importante dei link interni. Quindi il consiglio è di non utilizzare mai testi di ancoraggio irrilevanti come “clicca qui”, “leggi qui” o  “leggi tutto”.

Evita anche di linkare 2 pagine con lo stesso anchor text, perché in quel caso le pagine si cannibalizzano e lo spider va in confusione.

I link interni vanno sempre distribuiti in maniera contestuale,  e inseriti solo laddove rappresentino un effettivo approfondimento, pertinente e utile per il lettore.

Come SEO copywriter su Angela Petrella cerco  di includere solo link che siano realmente rilevanti e importanti per l’utente.

Lo specifico perché a questo punto magari qualcuno potrebbe essere tentato di aggiungere link interni in maniera indiscriminata, collegando ogni pagina del sito con le altre.

Non funziona così. I link devono essere mirati, e inseriti solo se hanno attinenza all’argomento trattato. Altrimenti non offrono valore al lettore e non riescono ad incidere più di tanto sul posizionamento.

Questo tipo di link non sarebbe cliccato e quindi non porterebbe grandi benefici lato SEO, poiché Google premia i link cliccati e realmente fruiti dagli utenti. Ciò che piace agli utenti, piace anche a Google: questa è la regola aurea della SEO.

Best practice per l’ottimizzazione dei link interni

Adesso passiamo ai consigli operativi per ottimizzare i link interni nel corpo del testo. Queste sono le indicazioni da seguire:

  • link pertinenti e contestuali: inserisci sempre collegamenti realmente utili al lettore per approfondire il topic
  • link nella parte alta della pagina: i link che si trovano nella parte iniziale del contenuto hanno più valore rispetto a quelli a metà o a fondo pagina. Inoltre, forniscono immediatamente all’utente l’occasione per fruire di un’altra risorsa, aumentando il tempo di permanenza sul sito. Per cui, se possibile, sfrutta le prime righe dei post
  • link alle pagine più importanti: collega le pagine più importanti e visitate del sito, facendo fluire il link juice dall’homepage verso le risorse più rilevanti per il tuo business
  • Anchor text: sfrutta l’anchor text in maniera strategica. Lo abbiamo già detto: il testo di ancoraggio è un fattore su cui puntare. Puoi ottimizzalo per la keyword di interesse, anche forzando un po’ la mano, senza rischiare penalizzazioni.
  • distribuzione armonica: cerca di evitare eccessivi squilibri nella disposizione dei link interni. Non è utile avere delle pagine con zero link e altre con decine e decine di collegamenti. La struttura dei link deve essere sostanzialmente omogenea.
  • Concentra il link juice: utilizza pochi collegamenti per pagina, rilevanti e mirati, in modo da ottenere un link juice di qualità. La forza di un link è data anche dalla competizione col minor numero possibile di link all’interno della stessa pagina. Un collegamento che si trova in una pagina con 10 link passerà meno juice rispetto a un link su una pagina con 2 collegamenti.
  • link evidente: fai in modo che il link sia ben riconoscibile rispetto al resto del testo
  • attributo _blank : utilizza questo attributo per far sì che la pagina linkata si apra in un’altra finestra. Questo accorgimento aiuta il lettore a non perdere il filo e aumenta il dwell time sul sito.
  • elimina i dead links: controlla i link che portano a pagine che non esistono più
  • evita il nofollow: nessuno utilizzerebbe l’attributo nofollow per i link interni. Tuttavia esistono dei plugin che automatizzano l’inserimento dei link in uscita, aggiungendo il nofollow a tutti i link, compresi quelli interni.
  • title: in passato quest’attributo poteva dare più forza ai link. Adesso pare che Google non lo prenda più in considerazione, per cui è diventato ininfluente.

Ricapitolando, un link che passa più juice è un collegamento posto all’interno del contenuto testuale nella parte alta di una pagina con pochi link in uscita, con anchor text ottimizzato.

e-commerce blogL’ideale quindi sarebbe avere una manciata di link per ogni pagina, distribuiti in modo tendenzialmente equilibrato su tutto il sito, collocandoli principalmente all’inizio del contenuto. Naturalmente questa non è una regola ferrea, anche perché non sempre si riescono ad inserire i link nei primi paragrafi. Ma per sfruttare al massimo i link interni, queste sono le indicazioni da seguire.

Ti consiglio di tenere sotto controllo tutti i link interni che hai inserito e i relativi anchor text, in modo tale da evitare cannibalizzazioni o duplicazioni di link all’interno della stessa pagina. Puoi annotare i dati su un foglio excel o un semplice file di testo. L’importante è associare tutte le pagine ai link inseriti, specificando il testo di ancoraggio utilizzato.

Fino a qualche anno fa Google raccomandava di mantenersi al di sotto dei 100 link per pagina (sia interni che esterni). Sembrano tantissimi, ma in realtà se si considerano anche i link sitewide diventa quasi impossibile mantenersi al di sotto di questa soglia, soprattutto nel caso di ecommerce o progetti molto grandi.

Questo ovviamente non significa che sia vietato ricevere più di cento link per pagina. La verità è che dopo i 100 link in ingresso, sostanzialmente i nuovi collegamenti passano sempre meno link juice. Oltre quota 100, il valore conferito da ogni nuovo link decresce progressivamente.

Migliora la distribuzione dei link interni con  la Search Console

gsc link interniLa Search Console ha una sezione dedicata specificamente ai link. Vediamo come sfruttarla per migliorare la struttura dei link interni. Innanzitutto, sulla sinistra, puoi individuare le pagine del sito che ricevono più backlink e quindi teoricamente hanno più trust.

Questo dato è da prendere  cum grano salis perché la quantità dei link di per sé non dice nulla sulla loro qualità. Per essere più precisi bisognerebbe verificare la popolarità della pagina attraverso appositi tool.

In ogni caso, qui puoi avere un’indicazione di massima sulle pagine con più link juice. Se vuoi spingere altre pagine all’interno del sito, cerca di acquisire link da questi contenuti a più alto PageRank.

Vale il solito discorso: i link vanno contestualizzati e non aggiunti a casaccio.

sito sezioni poco raggiungibiliNella parte destra invece viene segnalata la distribuzione di link interni. Qui puoi avere un’indicazione precisa della ripartizione dei collegamenti, visualizzando il numero esatto di link ricevuti da ciascuna pagina, da quelle che ne ricevono di più fino alle più isolate.

Puoi scaricare i dati in formato csv  per avere il polso della situazione e ottimizzare sin da subito la distribuzione dei link.

Il consiglio è di monitorare periodicamente questi dati. In questo modo ti accorgerai se magari qualche pagina importante riceve pochi link e necessita di più juice. A quel punto potrai agire di conseguenza, aumentando il numero di collegamenti verso quella pagina.

Per concludere: lavora su pertinenza e distribuzione dei link interni, sfrutta al massimo gli anchor text, spingi le pagine che ti interessano, e usa la Search Console per ottimizzare il flusso del link juice.

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