Google Penguin: cos’è e come funziona?

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Google Penguin è un algoritmo introdotto dal motore di ricerca Google per colpire tutti quei siti internet che utilizzano link, considerati spam e o non relativi con l’argomento trattato.

La storia di Google Penguin

L’algoritmo è stato lanciato nell’aprile 2012 e ha portato subito i risultati attesi. Nel maggio 2013 Google ha rilasciato una nuova generazione di Penguin, per l’appunto Penguin 2.0, più potente del precedente, in quanto riuscì ad individuare i siti web ottimizzati con tecniche SEO Black Hat che il rilascio del precedente algoritmo non aveva rilevato. Nell’ottobre 2014 è stato presentato Penguin 3.0, ma la nuova versione non ha portato grandi novità rispetto alla precedente.

Cosa analizza e dove interviene Penguin?

Molti siti utilizzano delle tecniche di SEO non conformi alle regole previste per i Webmaster da Google, in grado di scalare il web e di dare maggiore notorietà al sito internet, utilizzando dei link esterni ritenuti non conformi alle linee guida di Google. Difatti, ogni pagina web deve rispettare alcune indicazioni stabilite da Google, al fine di indicizzare o trovare un sito. In particolare, le norme relative alla qualità individuano i punti salienti e le pratiche illecite che possono portare ad una rimozione del sito Internet.
Il vantaggio di Google Penguin è proprio quello di bloccare tutti quei siti che fanno uso di tecniche Black Hat SEO e favorire al contrario SEO più onesti, che creano una pagina web facendo attenzione al fatto che i link da inserire rispettino i contenuti della pagina stessa o del numero di parole chiave utilizzate all’interno dei contenuti, evitando di effettuare attività di keyword stuffing, ovvero di parole ripetute a profusione nelle le pagine del sito senza un motivo logico.
Per quelle pagine che non rispettano queste indicazioni, Google Penguin ha la facoltà di intervenire, penalizzando i siti che usano link building ingannevoli.

Quando Google ha lanciato Penguin nel 2012, aveva come obiettivo quello di favorire i consulenti SEO onesti, che utilizzano link validi e inerenti all’url della pagina. In questo modo Google vuole garantire ai suoi utenti, siti di maggiore qualità, privati di collegamenti di scarsa qualità e/o non rilevanti con l’argomento.

Nel momento in cui si decide di realizzare un sito internet, popolandolo di contenuti, il Webmaster dovrà prestare maggiore attenzione agli anchor text utilizzati sui link presenti. Infatti, i collegamenti ipertestuali dovranno essere tematici e rispecchiare gli argomenti trattati dal sito web, altrimenti si rischia una penalizzazione per effetto dei controlli effettuati da Google Penguin.

Una volta penalizzati da Penguin, è possibile in alcuni casi risolvere la questione correggendo i link che hanno generato il problema, modificandoli e/o eliminandoli, oppure come ultimo tentativo, sottoponendo un file disavow mediante il pannello di Google Search Tool, in cui contrassegnare i link in ingresso di cui si vuole la rimozione. In alcuni casi quando entra in funzione Penguin, la pagina che risulta compromessa per via di link spam, riceve un monito dallo stesso Google, che informa circa la penalizzazione della pagina. Il messaggio lo si può ritrovare sotto alle azioni manuali, sempre nel pannello di Google Search Tool. L’azione di Google Penguin non è costante, ma periodica, in cui l’algoritmo viene lanciato per analizzare le pagine dei siti web al fine di valutare i contenuti e i collegamenti.

Per evitare di incorrere nelle penalizzazioni di Google Penguin occore seguire alcune procedure che contraddistinguono un buon SEO da un SEO più aggressivo e rischioso. Innanzitutto, occore progettare al meglio il testo della pagina del sito internet, utilizzando dei contenuti originali ed evitando di risuonare troppo ripetitivi. L’assidua ripetizione di parole chiave infatti è ritenuta sospetta di spam da Google Penguin e quindi è soggetta a penalizzazioni. Altri elementi da valutare per il sito web è l’inserimento di link esterni o interni. Il consiglio, per evitare le penalizzazioni di Google Penguin, è quello di evitare di introdurre un numero eccessivo di link, facendo attenzione che non utilizzino gli stessi anchor text in piena filosofia White Hat SEO (gestione del SEO delle pagine web mediante strategie e tecniche che rispettano i principi dei motori di ricerca senza cercare scorciatoie poco pulite).

Link poco attinenti all’argomento e di scarsa qualità rischiano di danneggiare la vostra pagina web e in alcuni casi possono dirottare l’utente verso siti pericolosi o con contenuti di scarso valore. Sin dal primo rilascio di Google Penguin i siti maggiormente colpiti dall’algoritmo sono stati proprio quelli che fanno largo uso di collegameni spam, come i siti di poker e di giochi on line o i siti di cartomanzia. Evitate di usare tecniche di cloacking (che dimostrano un contenuto differente ai motori di ricerca rispetto a quello mostrato agli utenti). Non utilizzate doorway pages, tecniche che consistono nella creazione di keywords fittizie che indirizzano l’utente verso altri siti web. Per il nuovo algoritmo del motore di ricerca di Larry Page, dedicato alla lotta allo spam, questa tecnica è penalizzante in quanto nel caso di indicizzazione di un contenuto di questo tipo, una volta inserita la parola chiava nel motore di ricerca, quest’ultimo non sarà in grado di rilevare il reale contenuto del sito e pertanto l’utente navigherà verso siti secondari, che potrebbero avere anche dei contenuti nocivi. Allo stesso modo, dovrete evitare di progettare siti satellite: sono quei piccoli siti su un dominio diverso, creati appositamente per aumentare il peso di un determinato contenuto linkato nelle pagine del sito satellite. Tutte queste strategie sono considerate Black Hat SEO perchè utilizzano delle tecniche illecite con l’unico scopo di scalare in fretta le SERP.

Ma come si comporta Google Penguin nei confronti dei social network? Molti esperti SEO, in seguito alla diffisione di Penguin, hanno cominciato ad interrogarsi sull’effettivo controllo di questo strumento sui social network. E’ risaputo che il social network è un modo molto efficace per pubblicizzare la propria azienda, inserendo opportunamente dei link, al fine di invitare l’utente del social a cliccare sul link che lo condurrà alla pagina del vostro sito web. Malgrado i timori iniziali, a quanto pare Google Penguin non sembra analizzare più di tanto i link condivisi nei social. Tuttavia, un intervento dell’algoritmo sui social non si può escludere con certezza.

Come proteggersi dalle penalizzazioni di Google Penguin?

Uno dei modi per passare indenni ai controlli di Google Penguin è quello di testare i link già esistenti nella pagina e valutare se questi rispettino o meno gli standard richiesti da Google e eventualmente sostiuirli o eliminarli.

Un’ottima alternativa è puntare sull’aspetto grafico e all’usabilità delle proprie pagine web, in modo da avere un sito facilmente accessibile e altamente intuitivo, che renda più stimolante la navigazione. Un buon sito per essere visibile dovrebbe essere arricchito, ad esempio, con foto e video inerenti all’argomento che tanto piacciono agli utenti sul web.

Google Penguin non interviene soltanto sui contenuti dei link ma anche sui testi che risultano copiati. Difatti questo algoritmo è in grado di scoprire a quale sito risale originariamente un testo e prevede delle penalizzazioni per chi ha ricopiato il testo sul proprio sito.

Per verificare se la vostra pagina è stata colpita dal temutissimo Google Penguin, potete utilizzare Google Analytic, il software che consente di monitorare le visite sul proprio sito. Se risulta che le visite hanno subito un forte calo di recente, probabilmente siete stati sottoposti all’update di Penguin.

Non sono mancate le critiche a questo algoritmo di Google. Difatti, le aziende hanno perso quella visibilità di cui godevano in passato grazie all’uso di Black Hat SEO. La conseguenza diretta di ciò è stata che per ottenere la visibilità desiderata, le aziende sono state costrette ad investire su Adwords, ovvero il servizio di advertising a pagamento di Big G., che consente di introdurre link pubblicitari all’interno delle pagine di ricerca di Google.

Il futuro di Penguin

Non resta altro da fare che attendere i prossimi aggiornamenti di Google Penguin e vedere quali risvolti riserverà per i social e per i link condivisi sui vostri siti. Di certo, si sa che il nuovi algoritmi saranno migliorati in riferimento alla capacità di riconoscere i link naturali da quelli creati appositamente. In più, il nuovo aggiornamento garantirà una maggiore affidabilità del sito Internet grazie, ad esempio, a un sistema di analisi della velocità con cui si acquisicono i link. Più veloce sarà l’acquisizione, maggiore sarà la probabiltà che si tratti di link cattivi e di siti di scarsa qualità.

Google Penguin con i suoi continui aggiornamenti assicurerà in futuro una navigazione sempre più sicura e protetta per tutti gli utenti.

Penguin diventa parte del core dell’algoritmo di Google

Un ultimo e importante aggiornamento di Penguin, di fine settembre 2016, lo ha inserito nel core dell’algoritmo del motore di ricerca Google, facendo si che:

  • giri in tempo reale;
  • effettui la sua azione in maniera granulare, sul singolo url e non sull’intero dominio;
  • intervenga in maniera globale;

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