Google Phantom 4: aggiornamento dell’algoritmo per la qualità dei siti

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google phantom 4

Mi segnalano che nei primi 10 giorni di luglio Google abbia effettuato un aggiornamento di Phantom, l’algoritmo dedicato ad analizzare la qualità dei siti web, migliorandone o peggiorandone il loro posizionamento organico sul motore di ricerca e portandolo così alla versione 4.

Analizziamo Google Phantom 4, un algoritmo che posiziona meglio i siti di qualità Condividi il Tweet

Cos’è Google Phantom

Google Phantom è un algoritmo creato per analizzare i siti web, inclusi nell’indice del motore di ricerca di Mountain View, al fine di automatizzare il lavoro effettuato dai quality raters, esaminando in maniera automatica l’usabilità e la qualità dei siti web scansionati. Questo algoritmo andrà così a penalizzare i siti web con una scarsa esperienza utente, migliorando di conseguenza il posizionamento dei siti competitivi sulle stesse query.

In sintesi Phantom analizza alcuni dei fattori SEO on-page e li valuta, influenzando di conseguenza la posizione dei nostri risultati sulla SERP di Google.

L’aggiornamento di Phantom

Informazioni più dettagliate sul nuovo aggiornamento di Phantom 4 è possibile trovarne sul Blog di SearchMetrics, uno strumento dedicato all’analisi dei siti web, in cui sono presenti diversi casi studio relativi a penalizzazioni dovute all’aggiornamento di questo algoritmo.

Dall’analisi di Search Metrics sembrerebbe che

  • Phantom sia una parte dell’algoritmo di ranking di Google, studiato sulla base dei segnali di analisi della qualità di un sito web. Per cui se domani Google deciderà di identificare tutti i siti con predominanza di colore blu come siti di qualità, l’algoritmo verrà adattato per analizzare questo segnale (e di conseguenza i webmaster si dovranno adattare).
  • L’algoritmo analizza l’esperienza utente e l’usabilità delle singole pagine e non l’intero sito, per cui potrebbe penalizzare solamente alcuni URL.

Di mio non son poi riuscito a comprendere appieno un interrogativo importante, ossia se Phantom è un algoritmo in real time, come sembrerebbe esser il nuovo Panda, ma se viene lanciato di volta in volta, come con Google Penguin.

Vediamo insieme i casi studio riportati, per comprendere perchè i siti analizzati dal tool sono stati penalizzati sulla SERP di Google.

Troppi annunci sponsorizzati a fronte di contenuti scarni

Il primo esempio proposto è quello di un sito che è stato penalizzato a causa della presenza di un elevato numero di annunci sponsorizzati, in pagine dal contenuto stringato e/o striminzito, che non soddisfa appieno le informazioni che l’utenza ricerca.

Le parole chiave presenti sulla pagina non rispecchiano l’intento di ricerca

Search Metrics propone due siti ad esempio della stessa azienda in cui il primo è stato penalizzato, a causa del fatto che le pagine di atterraggio, non soddisfano l’intento di ricerca dell’utenza per le parole chiave per cui si vorrebbero posizionare, mentre il secondo ha ricevuto un incremento della visibilità organica grazie a delle landing page ottimizzate per l’esperienza utente e che soddisfano appieno i bisogni dei visitatori.

Diversi segnali di qualità sono assenti

Secondo Holly Miller, l’autrice dell’articolo nel blog del noto tool per l’analisi SEO dei siti web, la concomitanza dell’assenza (o della presenza) di diversi segnali di qualità, come il design della pagina e del layout e/o la qualità dei contenuti influenzano particolarmente l’indice assegnato automaticamente al nostro sito da Google Phantom. L’esempio portato, di un sito di ricette, è particolarmente interessante in quanto nell’aggiornamento a Phantom 3 dell’anno scorso veniva premiata la visibilità, a fronte del nuovo aggiornamento che ne ha pesantemente penalizzato il posizionamento organico.

Troppe pagine con errori o che restituiscono codice 404

La molteplice presenza di errori nelle pagine o url che restituiscono un codice 404, di pagina non trovata, impediscono una semplice navigazione all’utenza, peggiorandone l’esperienza utente. In questo caso Google Phanton interviene penalizzandole.

Come evitare una penalizzazione da Google Phantom

Più che ricercare dei trucchi per evitare una penalizzazione da parte di Phantom è opportuno ragionare sul fatto che, dopo aver intercettato i visitatori portandoli sulle pagine del nostro sito, è nostro compito cercare di migliorare il più possibile la loro esperienza utente, al fine di migliorare il tasso di conversione o di raggiungere gli obiettivi per cui il sito è nato.

Vige in sostanza lo stesso discorso per la penalizzazione da Mobile Update: possiamo anche essere i primi sui risultati di ricerca, ma se poi gli utenti fuggono dalle nostre pagine tutto il nostro lavoro è inutile.

Per questo è opportuno, a prescindere dallo spauracchio di Google Phantom, cercare di realizzare o ottimizzare le nostre pagine per migliorare al massimo l’esperienza di navigazione dell’utenza.

I suggerimenti di Search Metrics

Holly Miller, in conclusione al suo articolo su questo possibile aggiornamento di Google Phantom offre alcuni interessanti consigli in relazione ai casi studio analizzati (e le loro conseguenti penalizzazioni).

Vediamoli assieme:

  1. Analizza i segnali offerti dagli utenti nei confronti del tuo sito: esamina il tasso di rimbalzo delle pagine e l’interazione con i tuoi contenuti, cercando di migliorare l’esperienza utente.
  2. Mantieni l’architettura del tuo sito: fai attenzione agli errori 404 e nel caso cerca di effettuare dei redirect a pagine esistenti. Per aiutarti con questo lavoro puoi utilizzare Google Search Console e intervenire nel file .htaccess.
  3. Diminuisci il numero degli annunci sponsorizzati: cerca di mantenere un giusto equilibrio tra gli annunci sponsorizzati e i contenuti presenti sul tuo sito. In particolare evita di inserire troppi adv che limitano la navigazione o oscurano parti del tuo sito.
Google Phantom 4: aggiornamento dell’algoritmo per la qualità dei siti
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FonteL'articolo originale su Phantom 4
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Nato con la passione per l'informatica da mamma Access e papà ASP nel 2002 rinnego repentinamente la mia paternità facendomi adottare da papà PHP e mamma SQL. Allevo HTML e correlati fiori in CSS mentre vedo i frutti del mio orticello SEO crescere grazie alla passione e alla dedizione della coltura biodinamica; perchè il biologico è fin troppo artificiale. Realizzo siti internet a tempo pieno, nei restanti momenti mi occupo di redigere articoli per questo sito e saltuariamente far esperimento nel mare che è internet.

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