Google Pigeon: cos’è e come funziona?

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google pigeon

Google lavora da sempre per migliorare l’esperienza di ricerca degli utenti sul browser e per offrire servizi efficaci e utili, in grado di facilitare la vita di chi tutti i giorni deve utilizzare, per diversi motivi, i motori di ricerca.

Studiare il comportamento dei motori di ricerca è per molte persone un vero e proprio lavoro. Cercare di capire gli algoritmi di Google e, dunque, i criteri che permettono di ottenere un buon posizionamento sul motore di ricerca più famoso al mondo è una sfida affascinante ma allo stesso tempo delicata e sempre soggetta a cambiamenti.

Nel corso del tempo l’esperienza degli utenti su Google è cambiata. Poco alla volta sono state aggiunte nuove funzionalità che permettessero agli utenti di trovare informazioni sempre più pertinenti e rilevanti, nel minor tempo possibile.

La storia di Google Pigeon

Il termine Pigeon era comparso già più di dieci anni fa, intorno al 2002, ma prevedeva l’aggiunta della parola Rank. PigeonRank era una tecnologia implementata da Google che prevedeva la creazione di un sistema finalizzato a conoscere il ranking delle pagine web. Ma questo, in realtà, era solo un Pesce d’Aprile del più utilizzato motore di ricerca.

A distanza di più di dieci anni, dopo che tra gli utenti si diffuse la tendenza a cercare informazioni tramite la ricerca locale, gli ingegneri di Larry Page e Sergey Brin decisero di studiare un algoritmo dedicato a migliorare l’esperienza utente per questo tipo di azioni e riutilizzare il nome dello scherzo virtuale del 2002. E’ questa la nuova prospettiva di Google Pigeon. Cerchiamo di spiegarci meglio. In passato, quando si voleva cercare su Google un servizio riferito ad una specifica località si inseriva tra le parole chiavi anche il nome della località.

Come funziona l’algoritmo Pigeon

Con un esempio pratico, possiamo dire che chi viveva a Torino e aveva bisogno di prenotare un hotel utilizzava Google scrivendo, più o meno, come parole chiavi ‘Hotel Torino‘. Al giorno d’oggi la prospettiva è senz’altro cambiata. Google ci offre la possibilità di aggiungere la città in cui viviamo in maniera automatica e sottintesa, in modo tale da ottenere i risultati che ci interessano senza dover ogni volta indicarla nella query.

Google ha compreso quanto sia importante la prospettiva della ricerca locale, a maggior ragione se si considera che negli ultimi anni la tecnologia ha messo a disposizione degli utenti dispositivi molto pratici, che rimangono sempre accesi e al nostro fianco, come gli smartphone, grazie ai quali è possibile navigare in Internet e addirittura fare acquisti in modo molto rapido. Di conseguenza, è cresciuto notevolmente il numero di utenti che impiega i telefonini a discapito dei dispositivi tradizionali per cercare servizi, informazioni e prodotti sul web.

Al fine di promuovere la ricerca locale Google ha lavorato puntando all’integrazione dei risultati restituiti dalla ricerca classica con quelli di Google Maps, lo strumento utilizzato da milioni di utenti per conoscere le mappe e per trovare indicazioni stradali.

Google Pigeon ha dato molta importanza ad un altro fattore, ovvero al posizionamento di siti di recensioni e di directory nelle Serp locali. Ciò significa che Google tende a favorire nel posizionamento sui motori di ricerca siti come TripAdvisor ed altre pagine che offrono servizi simili.

Ricordiamo che Google Pigeon è stato lanciato prima di tutto negli Stati Uniti e le polemiche non sono mancate proprio da parte dei gestori di quei siti web che sono stati penalizzati da questa novità ideata da Mountain View. Oltre agli Stati Uniti, Google Pigeon è stato allargato anche ad altri paesi, come Canada, Regno Unito ed Australia, per arrivare infine in Italia.

Come accennato poc’anzi, i gestori dei siti hanno protestato perché hanno visto le loro pagine web che tanto a fatica avevano guadagnato importanti posizioni nei risultati dei motori di ricerca per determinate parole chiave scivolare verso il basso anche di circa otto posizioni. Un dato assolutamente negativo perché va, per forza di cose, ad incidere in maniera negativa sul traffico verso i siti in questione e sulle eventuali vendite, nel caso in cui il sito web di riferimento sia un e-commerce. Questo perché diversi dati statistici hanno dimostrato come gli utenti cliccano soprattutto sui risultati che compaiono nelle primissime posizioni di Google, in prevalenza le prime tre. I click tendono a diminuire per i siti che si trovano sempre in prima pagina ma in posizioni più basse mentre rischiano di ottenere pochissimi click dalla ricerca organica quei siti che vengono mostrati dalla seconda pagina di Google in poi. Perdere, ad esempio, otto posizioni significa scivolare, nella migliore delle ipotesi, nelle ultime posizioni della prima pagina ma in molti altri casi vuol dire giungere nella seconda pagina di Google. Un vero trauma per chi ha fatto del lavoro sul posizionamento organico, ovvero dell’ottimizzazione sui motori di ricerca, in gergo tecnico della SEO, il proprio cavallo di battaglia. E’ chiaro che questi bruschi cambiamenti di posizionamento siano stati avvertiti solo per quanto concerne i risultati locali. L’algoritmo di Google Pigeon, infatti, non ha alcuna influenza sul posizionamento derivante da ricerca organica non localizzata.

Reagire ad una sorta di penalizzazione inflitta da Google potrebbe essere non proprio semplice. Spesso, si è portati ad agire in maniera istintiva e precoce ma questo potrebbe essere anche producente, nel senso che si potrebbe finire per peggiorare ulteriormente le cose. Invece, sarebbe meglio valutare il tutto con calma, fare le dovute analisi e gli approfondimenti del caso in modo tale da acquisire informazioni pertinenti che possano permettere di agire e di riconquistare un posizionamento importante per quanto concerne la ricerca organica localizzata.

Modifiche alla SERP: Local Pack, One Box e il Carosello.

google local pack
Risultati della ricerca locale forniti dal Local Pack

Nei primi giorni di attivazione del nuovo algoritmo Google Pigeon è stato notato un certo calo per quanto riguarda i risultati Local Pack. Quando si parla di Local Pack ci si riferisce, ad esempio, a quelle imprese la cui diffusione è sostanzialmente locale di essere presenti in maniera opportuna su Google. Andando ancora di più nello specifico, è emerso che ci sono stati dei cambiamenti importanti in merito agli One Box. Gli one box sono i blocchi di contenuto che si trovano alla destra dei dieci link restituiti dalla SERP di Google. Chi visualizza questi box può ottenere informazioni relative sempre alle ricerche locali ma anche video, notizie, immagini.

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Informazioni aggiuntive fornite dal One Box

Sembra che nei primi giorni successivi al lancio di Google Pigeon ci siano stati dei cambiamenti importanti ma, a quanto pare, in pochi giorni tutto sarebbe ritornato alla normalità.

Novità anche per quanto concerne il Carosello. Si tratta di alcune immagini che compaiono su uno sfondo nero e che restituiscono meno di venti risultati. Per quanto riguarda la ricerca locale in Italia non è quasi mai stato utilizzato mentre va molto di moda negli Stati Uniti d’America. Viene adoperato soprattutto per cercare servizi relativi a viaggi, alberghieri e ristorazione.

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Un esempio di Carosello nei risultati di ricerca

Il posizionamento organico dopo Google Pigeon

Le reazioni di coloro i quali operano tutti i giorni sul web, come anticipato anche prima, sono state contrastanti. C’è chi ha parlato addirittura di fine della Local Seo, ovvero del lavoro di ottimizzazione per i motori di ricerca in merito alla Local Search, la ricerca localizzata. Certi giudizi, però, potrebbero essere troppo pesanti. Si rischia, inoltre, di sottovalutare il fatto che Google operi comunque al fine di migliorare ciò che gli utenti fanno sui motori di ricerca.

L’obiettivo di Google Pigeon e degli altri algoritmi che sono comparsi negli ultimi anni è di riconoscere il giusto merito a quei siti che non solo offrono servizi e prodotti di alta qualità a livello locale ma che hanno operato in maniera corretta dal punto di vista della SEO, nel senso che hanno applicato al meglio le tecniche di indicizzazione e posizionamento White Hat SEO on-site e off-site, senza cercare scorciatoie finalizzate ad ottenere risultati prestigiosi con sforzi minori o con comportamenti scorretti nei confronti di chi opera ogni giorno in maniera onesta per cercare di migliorare il posizionamento. Tutto ciò significa che anche dal punto di vista della ricerca locale Google ha l’obiettivo di dare maggiore peso ai vari fattori Seo nonché ai backlink e all’autorità del dominio.

Tornando al discorso legato alla ricerca tramite dispositivi mobile, è come se Google con l’algoritmo Pigeon si fosse immedesimata in tutti quegli utenti che, ormai, quando si trovano per strada e sono alla ricerca di informazioni non si rivolgono più ai passanti ma impiegano i loro cellulari. Ecco perché questo algoritmo punta a rendere sempre più precise le ricerche locali che avvengono attraverso i dispositivi mobile. Addirittura, Pigeon sembra essere talmente scrupoloso da riuscire a cogliere anche le differenze tra i vari quartieri o le varie aree della città, spesso chiamate dai cittadini attraverso denominazioni diverse.

A quanto pare, Google Pigeon accontenta tutti ed è in grado di restituire risultati sia tramite le denominazioni ufficiali che quelle, per così dire, popolari. Un classico esempio potrebbe essere quello di Torino dove Piazza Carlo Emanuele II, una delle piazze più centrali della città, è meglio conosciuta come Piazza Carlina. Con Google Pigeon sarebbe possibile, anche tramite dispositivi mobile, trovare risultati pertinenti con entrambe le diciture.

Google Pigeon sembra aver dato grossa importanza a tutte quelle imprese territoriali che, oltre ad aver lavorato per posizionare parole chiavi localizzate, hanno creato diversi profili social, come ad esempio quelli su Google Plus i quali hanno un collegamento molto forte con le mappe e con tutto ciò che ha a che fare con il geo-posizionamento. Il consiglio che possiamo dare alle imprese locali è di rivolgersi a un consulente SEO che sia pienamente consapevole e a conoscenza delle novità apportate da questo algoritmo.

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