SEO on-site: cos’è e come ottimizzarla per il nostro dominio

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seo on-site

In un precedente articolo abbiamo visto cos’è la SEO on-page. Oggi andiamo a dare una occhiata più globale al nostro sito, per capire come ottimizzare il nostro dominio nella sua interezza, con un occhio di riguardo più nei confronti dell’utenza che al motore di ricerca. Del resto possiamo anche essere i primi su Google, ma se poi l’utenza una volta atterrata sulle nostre pagine ci schifa non raggiungeremo mai i nostri obiettivi.

Questo articolo vale per un sito in generale, per gli e-commerce il discorso è ben differente e sarebbe necessario realizzare un articolo di integrazione alle pratiche che andremo a vedere nei prossimi paragrafi.

Esaminiamo i fattori nella #SEO on-site per migliorare l'interazione dell'utenza e di Google Condividi il Tweet

La guida alla SEO on-site: come funziona questo articolo

Come potete vedere questo tutorial è diviso in argomenti e ognuno ha dei paragrafi a descrivere i diversi fattori da considerare, raggiungibili grazie all’indice a seguire. Oltre ad una descrizione teorica, all’interno di ogni paragrafo, potrete trovare dei link per maggiori riferimenti e degli strumenti per aiutare il lavoro del consulente SEO che si appresta a effettuare una ottimizzazione on-site.

Attenzione: questa è una veloce carrellata di alcuni dei diversi fattori che aiutano nel posizionare un sito web e prima di continuare nell’articolo ricordate che:

  • non è una ricetta SEO e per questo non avrete garanzia di risultato se seguirete i consigli a seguire senza spirito critico e di analisi;
  • sono frutto della mia esperienza/studio per cui potrebbero esserci scritte castronerie: se trovi qualcosa che non va fammelo presente nei commenti che proviamo a correggere;
  • il miglior strumento che un SEO ha, oltre all’esperienza, è il cervello. Prima di capire quali attività effettuare è opportuno analizzare attentamente i dati relativi al sito e, nel caso, pianificare dei momenti in cui esaminare i risultati ottenuti a seguito delle modifiche effettuate.

Le differenze tra la SEO on-site e quella on-page

Prima di esaminare le differenze tra queste due pratiche provo a dare una MIA definizione della SEO on-site che vi dico sin da subito non è una definizione generale e standardizzata, ma molto soggettiva: la “on-site” raccoglie al suo interno diverse tecniche necessarie a migliorare il posizionamento di un sito sui motori di ricerca e fra le pratiche necessarie possiamo includere la SEO on-page.

Per questo motivo vediamo ora cosa è necessario integrare, rispetto alle informazioni fornite nell’articolo precedente. In sostanza se volete una informazione più completa vi tocca leggere questo articolo e quello pubblicato in precedenza.

SEO on-site: le tecniche necessarie ad ottimizzare un dominio

analisi seo on-siteCome avrete capito tutte le pratiche effettuate sull’host e sui file che compongono il sito su cui stiamo intervenendo, per migliorarne il posizionamento, si definiscono attività SEO on-site.

Alcune di queste sono prettamente tecniche che richiedono una competenza particolare, altre sono semplicemente regole di buon senso.

Vediamole insieme, ho provato il più possibile a raggrupparle per argomento, ricordando sempre che se l’host sono le fondamenta su cui costruiremo il nostro sito web, il dominio è la nostra insegna. Per questo è opportuno esaminare nel dettaglio questi due elementi.

Anzianità e stabilità del dominio

Un dominio è come un vino di qualità, più invecchia e più diventa buono, o per meglio dire, autorevole. Per cui se l’indirizzo del vostro sito web ha discreti anni, aumenterà l’autorevolezza dei contenuti in tema quando vengono pubblicati (e conseguente posizionamento).

Ulteriore fattore, che potrebbe (ma non vi sono prove e da mio test devo dire che non ho notato sensibili variazioni) influenzare l’autorevolezza, è un discorso che riguarda il rinnovo del dominio. Sembrerebbe infatti che, a parità di fattori SEO on-site, un dominio con scadenza a diversi anni sia più autorevole rispetto ad un dominio a scadenza annuale.

Prendere però questa informazione con le pinze, ma quando c’è budget di mio consiglio sempre di rinnovare il dominio per più di un anno.

Dominio EMD Vs query Brand

I domini EMD (Exact Match Domain), con contenuti di qualità, tendono a posizionarsi prima per le parole chiave contenute rispetto ad un dominio che ha all’interno solamente il Brand (quando il nome del prodotto/azienda è totalmente diverso dalle query per cui vogliamo posizionare il sito).

Per cui un sito come “agenzia-seo-torino.it“, a patto di inserire contenuti di qualità, si posizionerà prima per le query contenute nel dominio a differenza di spaziale.it (il nome dell’agenzia SEO). Alcuni consulenti e Google (dal 2012) dicono che questo fattore non influisce, ma di mio per diversi casi ho notato che utilizzare un EMD aiuta molto il posizionamento. A livello di Web Marketing vi sono però delle controindicazioni, nell’uso di domini a chiave esatta, di cui proverò a parlare in un articolo dedicato (in futuro).

Analizzare le perfomance dell’host

Una delle prime attività da effettuare nella SEO on-site è quella di analizzare tecnicamente le performance del server su cui è presente il sito da ottimizzare.

Uptime del server e del database

analisi uptimeUn server scadente, con frequenti down time dovuti a problemi tecnici, hardware non performante, amministrazione tecnica non competente, attacchi DDos non mitigati, etc. influisce sul posizionamento di un sito. Del resto se lo spider di Google, al momento della scansione, vede ritornare un codice di errore più e più volte nel corso dei mesi un pochino è giusto che se la prenda 😀

Nel caso di sito dinamico è opportuno analizzare se il database risiede sullo stesso host. Una connessione db a un server esterno impiega in genere più tempo e, se il database è offline, a causa di guasto potrebbe inficiare la renderizzazione di tutto il sito.

Per maggiori informazioni vi rimando ad un articolo dedicato a come analizzare l’uptime di un server, come configurare una app a questo scopo e un caso studio su un sito configurato su host non perfomante.

Ottimizzare la velocità del sito

velocita sitoPiù un sito è veloce, prima i contenuti vengono forniti all’utente, con meno rischio che i nostri visitatori abbandonino il nostro dominio in favore di altri siti. Quindici anni fa mi dissero che vi era una regola non scritta per cui se la pagina selezionata non caricava in 7 secondi l’utente sceglieva un sito diverso, oggi grazie a connessioni internet più performanti, si cerca di scendere sotto a quella soglia temporale.

Caso diverso è per le pagine AMP, dove i tempi di caricamento si attestano tra i 2/2,5 secondi, per gli utenti che atterrano da device mobile.

Per comprendere quali strumenti si possono utilizzare vi rimando ad un paragrafo di un articolo sulla SEO on-page dedicato all’analisi della velocità di caricamento del sito.

Cache e CDN

Utilizzare un sistema di cache, lato server o lato client, aiuta parecchio a rendere il sito più veloce.

In particolare una cache lato server velocizza il server nel servire le pagine del nostro sito. Per questo un host con Varnish cache, ad esempio, è più performante rispetto ad un server senza.

Una cache lato client migliora invece la velocità di caricamento delle pagine già visualizzate (è particolarmente utile per l’utenza che ritorna sul nostro sito). In particolare la cache sul client della nostra utenza permette di far scaricare in locale i contenuti pesanti come le immagini, che se non aggiornati non verranno scaricati nuovamente dall’utenza quando ritorna sul nostro dominio.

Una CDN, di cui abbiamo parlato in passato in due articoli dedicati ai Content Delivery Network, aiuta a distribuire i nostri contenuti in giro per il mondo. Il concetto è semplice, se il nostro dominio è dietro ad una CDN il network, nel caso di server con copia del nostro sito più vicino alla richiesta utente, fornirà le risorse prima, rispetto all’host dove risiede la copia aggiornata e fornirà tra l’altro utili statistiche di accesso alle pagine.

HTTPS

Se ne parla da anni, ma in effetti ad oggi utilizzare un certificato criptato per il nostro dominio non è che dia effettivamente grossi vantaggi in termini di posizionamento sul motore di ricerca Google.

Quello che ad oggi sappiamo è che:

  • sicuramente in un sito che effettua transazioni economiche, come gli e-commerce, è fondamentale che sia stato implementato al fine di offrire ulteriori garanzie alla propria utenza di sicurezza e tutela dei dati ;
  • tra due pagine identiche del nostro sito, una in versione HTTPS e l’altra in HTTP classico, Google mostrerà prima quelle con certificato di criptazione.
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Nato con la passione per l'informatica da mamma Access e papà ASP nel 2002 rinnego repentinamente la mia paternità facendomi adottare da papà PHP e mamma SQL. Allevo HTML e correlati fiori in CSS mentre vedo i frutti del mio orticello SEO crescere grazie alla passione e alla dedizione della coltura biodinamica; perchè il biologico è fin troppo artificiale. Realizzo siti internet a tempo pieno, nei restanti momenti mi occupo di redigere articoli per questo sito e saltuariamente far esperimento nel mare che è internet.

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