SEO on-site: cos’è e come ottimizzarla per il nostro dominio

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Esame tecnico del sito – la parte più complessa

Addentriamoci ora nella parte più tecnica della SEO on-site, dove i più smanettoni si potranno sentire più a loro agio.

Ottimizzare il file robots.txt

Il file robots.txt è una fondamentale risorsa per spiegare al motore di ricerca cosa NON scansionare (e conseguentemente indicizzare) e per segnalare la sitemap dei nostri contenuti.

Per comprendere come utilizzare questo strumento vi rimando direttamente ad un articolo scritto in passato su come ottimizzare il file robots.txt.

Utilizzare un file sitemap

Uno degli strumenti necessari ad ottimizzare la SEO on-page è il file sitemap. Questo file deve essere codificato in XML e deve:

  • raccogliere tutte le risorse indicizzabili dal motore di ricerca (quindi è necessario escludere
  • deve essere aggiornato ogni volta che pubblichiamo un nuovo contenuto;
  • deve essere segnalato al motore di ricerca. Ad esempio per Google è necessario utilizzare la Search Console (una volta selezionata la proprietà corretta possiamo aggiungere la sitemap in Scansione > Sitemap)
  • non deve presentare errori di markup;
  • il riferimento al file sitemap va inserito all’interno del file robots.txt;

Ottimizzare le URL del nostro sito

Nella SEO on-page è opportuno analizzare e ottimizzare gli URL delle diverse pagine. In particolare è necessario:

  • renderli univoci;
  • non utilizzare caratteri speciali, oltre a lettere e numeri possiamo usare solamente il carattere – o _;
  • inserire al loro interno la query principale della pagina;
  • abbreviarli il più possibile;
  • nidificarli sulla base dell’organizzazione interna dei nostri contenuti;

Per ottimizzare le nostre url ci viene in aiuto il file .htaccess o, nel caso di sito realizzato in WordPress, la corretta configurazione dei permalink.

Ottimizzazione del codice HTML

codice htmlGli errori nel codice HTML possono inficiare la renderizzazione delle pagine del nostro sito su alcuni browser utilizzati dall’utenza (e su come i motori di ricerca interpretano le nostre pagine).

Ricordiamoci quindi che buona parte dei tag HTML vanno aperti e chiusi, ma sopratutto vanno nidificati tra di loro. L’analisi della corretta scrittura del nostro HTML non va effettuata ad occhio, controllando se nel browser la pagina si visualizza correttamente, ma mediante dei validatori di codice HTML. Dico questo perchè negli ultimi anni buona parte dei browser corregge automaticamente quando riscontra tag non codificati bene, ma questo non vale per tutti i client web utilizzati dall’utenza.

Ottimizzazione delle pagine per tutti i browser

La visualizzazione del nostro sito non deve essere relegata ai browser più usati, ma il nostro obiettivo deve essere quello di controllare che il nostro sito si visualizzi sulla maggior parte dei software in circolazione per i diversi device. Lo so, questo lavoro necessita una azione certosina e l’uso di molte imprecazioni/insulti, ma nel caso non siamo noi a occuparci del codice è opportuno segnalare gli errori a chi di dovere e controllare che vengano corretti quanto prima.

Sito mobile

Non dovrei nemmeno specificarlo, ma è opportuno controllare che il sito si visualizzi correttamente anche sui device mobile.

La strada più semplice è quella di realizzare un sito responsive, in modo tale che si adatti alle diverse risoluzioni degli schermi utilizzati dall’utenza, ma se sono state utilizzate strade alternative, come quella di sviluppare una versione mobile su un sottodominio è opportuno configurare correttamente i metatag canonical, in modo da non generare contenuto duplicato che potrebbe penalizzare il nostro posizionamento.

Configurare correttamente i redirect delle pagine inesistenti o che hanno modificato l’URL

Mediante Search Console, Bing Webmaster Tool, SEOZoom o SEMRush è opportuno analizzare quali pagine sono state spostate (in genere lo snippet di Google punta ai vecchi URL non più esistenti).

In questi casi è necessario effettuare dei redirect 301 dal vecchio URL a quello nuovo mediante il file .htaccess.

Il corretto reindirizzamento della homepage

Una volta che abbiamo compreso se il nostro sito, e conseguentemente la home page, li vogliamo sotto al sottodominio www o senza e necessario configurare correttamente il redirect al corretto URL a cui punta il nostro sito.

Per farlo è necessario intervenire nel file .htaccess, ricordandosi poi di configurare tutti i servizi di analisi in funzione del metodo che abbiamo selezionato.

Ottimizzare la pagina 404

analisi errore sitoUna analisi importante da effettuare, ai fini di migliorare la SEO on-site è l’ottimizzazione della pagina 404, dedicata a tutti quegli utenti che atterrano su un URL non esistente.

Nel dettaglio vi consiglio di leggere l’articolo di cui trovate il link in questo paragrafo per informazioni più precise su questo argomento, ma le informazioni essenziali sono che:

  • deve esistere una pagina 404, per il contenuto non trovato;
  • tutti gli URL che non hanno un contenuto correlato devono venire inoltrati alla pagina 404;
  • la pagina 404 deve spiegare cos’è, con una breve riga di spiegazione oltre al codice dell’errore;
  • la pagina 404 deve offrire diverse possibilità all’utenza per continuare la navigazione (menù dedicato, casella di search e articoli pertinenti);

Analisi dei link rotti all’interno del sito

link juice internaCon il passare del tempo alcuni link, presenti nei nostri contenuti, potrebbero rompersi (ossia non essere più collegati ad una risorsa presente in rete).

Nel caso di link rotto interno al sito rischiamo di indirizzare gli utenti sulla pagina 404, oltre a sporcare la nostra link juice interna. Per questo è opportuno analizzare quali link, interni al nostro sito, puntano a risorse non più esistenti o con URL non corretto mediante strumenti come come Screaming Frog o Visual SEO Studio. Su WordPress possiamo anche usare un utile plugin: Broken Link Checker.

Esame dei link esterni ripetuti

Se vogliamo inserire dei link ripetuti nelle pagine, a risorse esterne al dominio è opportuno aggiungere l’attributo “nofollow” per non incorrere in penalizzazioni algoritmiche.

Per chi fosse interessato a comprendere come si usa questo attributo vi consiglio una lettura di un articolo dedicato all’attributo “nofollow” comprensivo di video con Matt Cutts.

Minificazione del codice

Per risparmiare byte e conseguentemente il tempo necessario a caricare la pagina possiamo pensare di minificare il codice, rimuovendo gli spazi e i commenti.

Layout coordinato in tutte le pagine

Se su un sito vengono realizzate landing page, sullo stesso dominio, con un layout diverso dal resto del sito potrete notare che non si posizioneranno sul motore di ricerca.

Questo perchè Google le visualizza come pagine esterne al dominio su cui risiedono e, un errore da non commettere, è quello di modificare il layout di una pagina già posizionata con uno totalmente differente da quello utilizzato in tutto il resto del dominio.

A proposito di questo particolare vi posso portare come caso studio alcune pagine di questo sito, relative ai servizi che offriamo. Per diversificarle e renderle più promozionali ho infatti creato un layout apposito, notando nelle settimane a seguire una penalizzazione sul motore di ricerca per le parole chiave per cui erano posizionate in precedenza. Una volta ripristinato in quelle pagine il layout coordinato al resto del sito, hanno ripreso le posizioni sulla SERP precedenti.

Per cui se è proprio necessario realizzare delle landing page da posizionare un escamotage potrebbe essere quello di inserirle in un sottodominio come se fossero un micro sito. In questo caso però è opportuno considerare queste pagine come un sito nuovo e per questo sarà necessario procedere a effettuare tutte le pratiche necessarie a migliorarne il posizionamento, partendo da zero.

Ads e popup

Se utilizziamo ads sul nostro sito è necessario che non siano invadenti, come ad esempio gli interstizial banner o i video ad espansione, che spesso coprono il contenuto e ne impediscono la visualizzazione. Google ci ha infatti fatto sapere che da gennaio 2017 i siti con ads di questo tipo potrebbero venire penalizzati nel posizionamento sul motore di ricerca.

AMP

accelerated mobile pagesDa qualche settimana i siti con una versione AMP dei loro contenuti escono sulla SERP di Google con snippet che puntano alla versione Accelerated Mobile Page. Il CTR di questi risultati mediamente aumenta, a fronte però di un tasso di rimbalzo maggiore, a causa dell’aspetto molto più scarno delle pagine.

Di AMP ne ho parlato parecchio su questo sito e vi consiglio di seguire il tag dedicato per approfondire il discorso.

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