WordPress, i link e l’attributo “nofollow”

6
8026

Oramai è un argomento all’ordine del giorno: in un prossimo futuro inserire un link a un contenuto esterno al sito (e ancor peggio venderli) potrebbe comportare penalizzazione se non effettuato mediante attributo nofollow.

Incominciamo quindi a prepararci a questa eventualità e iniziamo a vedere come effettuare le modifiche.

Ma prima facciamo un passo indietro, per chi non conosce l’uso dell’attributo “nofollow” nei link vediamolo nel dettaglio e ancor prima analizziamo la sintassi per comprendere in generale la terminologia legata ai tag HTML.

Premessa

L’HTML (o HyperText Markup Language) è un linguaggio di Markup (e non di programmazione!) utilizzato per scrivere ipertesti e diffonderli mezzo Web. e nel corso degli anni si è evoluto su più fronti e ha incominciato a venir utilizzato in altri ambiti oltre al Web.

Il primo grosso passo è stata la separazione dal codice relativo al contenuto (rimasto l’HTML) a quello relativo agli stili di impaginazione (i CSS o Cascading Style Sheets) un enorme passo avanti per preparare contenuto dedicato a varie visualizzazioni. Ancor oggi infatti preparando un file CSS per la visualizzazione a monitor e uno ottimizzato per la stampa possiamo, mediante i metatag, formattare il contenuto in maniera diversa in funzione che sia indirizzato alla visualizzazione su schermo piuttosto che su carta una volta stampato. A metà 2007 siamo poi giunti all’HTML 5 dedicato allo sviluppo delle applicazioni.

evoluzione web

Con il passsare degli anni la sintassi con cui riferirsi ai selettori HTML o meglio definiti TAG HTML è rimasta la stessa.

Con TAG HTML andiamo quindi a riferirci ai selettori che vanno a costituire le pagine in cui inseriamo i nostri contenuti. In funzione del tag html che scegliamo di usare la sintassi con cui scriverlo varierà.

In particolare, nel caso dei link a siti esterni o pagine interne al sito, il tag html da utilizzare è il classico <a href=""></a> e che a differenza, ad esempio dei tag html <img> o <hr/> per poter funzionare si deve dichiarare nella forma: <a> testo del link </a>.

Ogni qual volta, utilizzando un editor visuale oramai onnipresente nei blog, in WordPress o nei social network andiamo ad inserire un link con l’universale icona della catenella:icona linkandiamo in realtà ad inserire un link in questo formato.

I tag html supportano degli attributi per specificare meglio come quel determinato selettore deve funzionare.

Per comprendere meglio vi rimando all’organo che sovrintende e stabilisce gli standard tecnici per il World Wide Web: la W3CWorld Wide Web Consortium.

Il tag Link

Analizziamo ora il formato con cui si deve esprimere un link e quali attributi possiamo utilizzare e nello specifico l’attributo “nofollow”.

Gli attributi, all’interno di un tag HTML si possono utilizzare nell’ordine in cui si vuole, non cambia nulla sia nella renderizzazione che in termini di SEO.

Un link, come detto nel precedente paragrafo, va espresso in questa maniera: <a href="http://www.sito.com">testo del link</a> e supporta vari attributi per specificare comportamento e stile:

  • URL espresso con href="link" dove link può essere un url assoluto che punta ad un altro sito web(ad esempio: href=”http://www.sito.com”), un url relativo che punta ad una pagina nello stesso sito (href=”nomepagina.htm”), un’ancora nella pagina (href=”#nomeancora”), un javascript (href=”javascript:alert(‘Ciao’);”) o un protocollo diverso dai precedenti (ftp://, mailto:, https://)
    Scrivetemi alla mia email <a href="mailto:cippa@lippa.net">cippa@lippa.net</a> Permette di far aprire il proprio client di posta elettronica, se configurato, e farlo puntare direttamente a questo indirizzo email
    Visita il link dedicato al <a href="seo-organico.html">SEO organico</a> presente in questo sito Effettuerà un link alla pagina seo-organico.html presente nello stesso sito
  • target: serve a specificare in quale finestra si deve aprire il nostro link. Se non specifichiamo niente infatti il nostro link si aprirà nella stessa pagina. Il valore di questo attributo può essere: _blank (apri il collegamento in nuova finestra), _self (apri il collegamento nella finestra in cui è presente il link), _parent (apri il collegamento sul frame di origine o in quello corrente) e _top (apri il collegamento al livello superiore).
    Il link apre in una nuova <a href="newpage.htm" target="_blank">pagina</a> Aprirà il link newpage.htm in una nuova pagina mantenendo aperta quella di partenza. Di mio ogni volta che inserisco un link ad un sito esterno aggiungo questo attributo per limitare che l’utenza se ne vada.
  • title: un attributo dei link molto importante per aumentare l’accessibilità del nostro sito internet. E’ il testo alternativo al link, quel tooltip che compare quando vi fermate con il mouse sopra ad un link e viene letto dai reader delle persone cieche per descrivere il link e dar un’idea a chi ha una disabilità e non può vedere di dove punta un determinato link.
    Visitate una nuova pagina dedicata al
    <a href="seo-per-non-vedenti.htm" title="il SEO per i non vedenti">SEO per i non vedenti</a>
    Avvertirà i non vedenti che quel link punta ad una pagina con argomento il SEO per i non vedenti.
  • rel: attributo di relazione che può valere nofollow, lo vediamo a seguire nello specifico.
  • Vi sono ancora hreflang (per specificare la lingua del collegamento) e accesskey per associare un tasto di scelta rapida per il link, ma non vengono molto utilizzate e se interessati a voi il compito di esplorare l’uso di questi attributi.

Un uso un po’ diverso del link si può applicare quando vogliamo indirizzare ad una determinato punto di una determinata pagina mediante l’utilizzo di ancore ipertestuali (oggi molto utilizzate nei layout onepage) espressi in questo formato:

<a name="paragrafo1">Vai al paragrafo 1</a>

Inserendo poi l’ancora, come accennato nell’attributo URL, possiamo inserire il punto di arrivo:

<a href="#paragrafo1">Sezione 1</a>

Un esempio pratico in questo sito sono varie ancore inserite nella pagina dedicata alle figure retoriche nel SEO. Se vogliamo quindi è possibile inviare l’utente a leggere direttamente cos’è una metafora.

Come e quando utilizzare gli attributi dei link e in particolare il nofollow? Condividi il Tweet

L’attributo rel=”nofollow”

Nell’ottica di incominciare a far valere sempre meno il peso dei link nei collegamenti ipertestuali e per penalizzare le aziende che vendono link Google ha introdotto un nuovo attributo per i link, come accennato nel precedente paragrafo: l’attributo nofollow.

Associato ad un link va a specificare a Google (e ai vari motori di ricerca che rispettano questo standard) di “Non seguire questo link“.

In particolare nel caso volessimo quindi fare un link ad un sito esterno il nuovo formato in cui andarlo ad esprimere sarà:

Visita il <a href="http://www.sitoesterno.com" rel="nofollow">sito esterno</a> del mio amico!

Un link "nofollow" a cosa serve nella SEO?

In un nuovo articolo vi spiego le potenzialità dei link con attributo “nofollow”

Ma come faccio a modificare tutti i link del mio sito?

Beh in questo caso se siamo su piattaforma WordPress ci viene in aiuto Broken Link Checker.

Una volta installato possiamo andare sotto alla voce del menù di amministrazione: Strumenti >> Link Rotti e selezionare Tutti e poi armarci di santa pazienza e inserire l’attributo rel=”nofollow” nei link che puntato a siti esterni utilizzando la vista Codice.

Per quanto riguarda i link  nei commenti non dobbiamo preoccuparci in quanto WordPress in automatico inserisce l’attributo nofollow.

Attenzione però alle plugin che inseriamo nella Widget Bar, nel caso facciano link esterni ai social network anche loro dovranno essere nofollow!

Come inserire l’attributo “nofollow” nella vista codice

Per aggiungere l’attributo “nofollow” ai nostri link è necessario entrare nella vista codice, del nostro contenuto, mediante l’editor visuale fornito da WordPress.

Per farlo, dopo che abbiamo aperto il nostro post dal pannello di amministrazione, premiamo sul bottone “Testo” in alto sulla sinistra.

wordpress editor vista codice

Il contenuto del nostro editor si trasformerà e ci mostrerà il codice HTML del nostro post.

Dobbiamo quindi cercare la parte relativa ai nostri link e aggiungere a manina l’attributo “nofollow” al testo (prima della chiusura del tag <a href>).

wordpress codice nofollow

L'evoluzione del WEB

Dagli albori del 1995 ai giorni nostri in una splendida animazione interattiva.

WordPress, i link e l’attributo “nofollow”
5 (100%) su 1 voti

VIAIl tag link spiegato dalla W3C
Fonterel="nofollow"
CONDIVIDI
Nato con la passione per l'informatica da mamma Access e papà ASP nel 2002 rinnego repentinamente la mia paternità facendomi adottare da papà PHP e mamma SQL. Allevo HTML e correlati fiori in CSS mentre vedo i frutti del mio orticello SEO crescere grazie alla passione e alla dedizione della coltura biodinamica; perchè il biologico è fin troppo artificiale. Realizzo siti internet a tempo pieno, nei restanti momenti mi occupo di redigere articoli per questo sito e saltuariamente far esperimento nel mare che è internet.

6 COMMENTI

  1. l’attributo no follow con ancor text non viene proprio considerato ? come si fa a fare link building allora ?

    • Ciao Matteo, sicuramente in parte Google considera i link con attributi nofollow, ma certo è che lasciare link nei commenti di un sito WordPress non aiuta particolarmente alla link building.
      Per effettuarla di qualità è giusto cercare portali, pertinenti come area semantica, con i contenuti che si vuole sponsorizzare e cercare di ottenere link, senza attributo nofollow, con ancor text possibilmente diverse dall’url che si vuole posizionare, a meno che non si tratti del Brand.
      Il discorso è un po’ lungo da affrontare come risposta ad un commento e ti consiglierei di leggere qualcosa a riguardo che… non troverai su questo sito, in quanto non abbiamo trattato l’argomento 😀
      Il mio consiglio è: scrivi contenuti di qualità e i link arriveranno!

  2. Incredibile con gli anni quante cose siano cambiate… al giorno d’oggi i link nofolow non hanno alcun valore ed è inutile crearli. Alcune voci dicono che si possano avere influenza nonostante il tag nofollow, se provenienti da fonti autorevoli ma, come ben sappiamo tutti, sono solo favole, leggende metropolitane infondate. Grazie dell’articolo molto interessante

  3. Ciao Pino, quando entro in “Strumenti > Link rotti”, come faccio ad aggiungere il rel=”nofollow”? Tu dici di farlo “utilizzando la vista codice” ma quindi dal codice della pagina? Non posso direttamente dalla lista di link nella sezione “Strumenti > Link rotti”?

    Altra cosa: per curare la struttura delle pagine utilizzo il plugin “Page builder” il quale dà la possibilità di aggiungere un link alle immagini. Il problema è che per aggiungere un link ad una immagine si apre una finestra in cui è possibile inserire solamente il link diretto, senza la possibilità di gestire il codice per inserire il rel=”nofollow”. Come fare in questo caso? Spero di essere riuscito a farmi capire.

    Grazie!

    • Si Fabio sei riuscito a farti capire splendidamente e per questo ora aggiorno l’articolo con qualche screenshot più dettagliato per spiegare meglio come fare ad inserire l’attributo "nofollow" (trovi maggiori info sotto il nuovo paragrafo Come inserire l’attributo "nofollow" nella vista codice.
      Per inserire un link alle immagini non è necessario utilizzare un plugin aggiuntivo, ma l’editor visuale di WP ti permette di suo di aggiungere un collegamento. Quando carichi una immagine, nel pannello che si apre sulla destra vi sarà una sezione con titolo "IMPOSTAZIONI VISUALIZZAZIONE ALLEGATI", e in corrispondenza della select a discesa con label Link a, seleziona URL personalizzata e inserisci il link al contenuto che preferisci. Se il contenuto punta verso l’esterno apri, come ho spiegato nel nuovo paragrafo, la vista codice, cerca il tag corrispondente alla tua immagine (<a href="indirizzo" rel="nofollow"><img src="nome immagine"></a>) e aggiungi l’attributo "nofollow" nel tag link <a>.

LASCIA UN COMMENTO