SEO on-site: cos’è e come ottimizzarla per il nostro dominio

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Analisi dei contenuti

Veniamo al lavoro principale da effettuare in una analisi SEO on-site: esaminare i contenuti, nelle loro diverse forme, che compongono le pagine del sito in modo tale da migliorarne la fruizione per l’utenza.

Analisi del target

analisi targetQuesto punto non è prettamente inerente alla analisi della SEO on-site, ma senza aver effettuato questo passaggio tutto il nostro lavoro potrebbe essere inutile. Per questo la prima cosa da fare è comprendere, oltre a chi è/cosa fa il nostro cliente, a quale pubblico ci rivolgiamo (analisi demografica) e quali sono i suoi bisogni/interessi. Infatti solo dopo aver compreso a CHI ci rivolgiamo possiamo comprendere in CHE modo servire i prodotti e/o servizi dell’azienda per cui stiamo effettuando la consulenza.

In particolare non possiamo pensare di comprendere per quali parole chiave ottimizzare un sito se prima non sappiamo QUALI parole chiave utilizza l’utenza.

Per approfondire questo argomento vi consiglio di leggere un mio articolo dedicato su come condurre una indagine di mercato.

Analisi delle parole chiave

Dopo aver compreso quale è il nostro pubblico e chi è il nostro cliente è necessario capire con quali parole chiave il nostro target ricerca i nostri prodotti e/o servizi. In particolare per ognuna è necessario capire:

  • volumi di ricerca;
  • competitività;
  • pertinenza con i nostri servizi/prodotti;
  • termini correlati;
  • sinonimi;
  • long tail (non tutte ma in genere come le nostre query si comportano)

E’ poi opportuno raggruppare le parole chiave in macro insiemi per incominciare ad analizzare le diverse sezioni del sito e i singoli contenuti, in modo da capire dove e come intervenire per sviluppare o modificare gli argomenti inserendo le diverse query.

Per capire le differenze tra le diverse parole chiave e gli strumenti da utilizzare in questa analisi puoi leggere un articolo sulle query informazionali, navigazionali e transazionali.

Organizzazione dei contenuti

Vi sono diverse strategie per posizionarsi per una determinata query. Una ad esempio è quella di redigere i contenuti a silos, dove la money page tratta la query nel suo insieme e nelle diverse accezioni, per poi realizzare a cascata e sullo stesso livello una serie di pagine che trattano i diversi argomenti correlati alla query.

Un altro sistema è quello piramidale dove le sotto pagine che puntano alla money page continuano a nidificarsi fra di loro.

L’importante è organizzare i contenuti in maniera che, sia l’utenza che il motore di ricerca, capiscano la struttura e conseguentemente siano facilitati a raggiungere la corretta pagina dove trovare l’informazione ricercata.

Nell’organizzare la disposizione dei contenuti nel vostro sito l’obiettivo è quello da linkare nel migliore dei modi gli argomenti correlati, al fine che sia l’utenza che il motore di ricerca diano rilevanza al dato topic.

Una volta studiata la struttura del sito è opportuno organizzare uno o più menù di navigazione che rispecchino il più fedelmente possibile la catalogazione dei contenuti presenti nel sito.

Ottimizzare le immagini che compongono il layout del sito

Se nella on-page è necessario intervenire sulle immagini che sono presenti nel contenuto di cui parla la pagina, nella SEO on-site è necessario analizzare e ottimizzare tutti gli elementi grafici che compongono il layout e, in genere, sono ripetuti in tutte le pagine.

Per questo è opportuno cercare di ottimizzare il peso di tutti i file grafici inseriti nelle nostre pagine, sia quelli inglobati mediante il tag <img> che quelli inseriti mediante CSS. Per maggiori informazioni vi rimando ad un mio articolo dedicato a come ottimizzare per la SEO le immagini.

Buon uso dei metatag

Come abbiamo già visto per la SEO on-page è necessario conoscere e configurare al meglio i metatag. In particolare nella SEO on-site è opportuno configurare al meglio oltre ai classici <title> e meta description anche i meta tag canonical, al fine di evitare contenuto duplicato.

Per comprendere nel dettaglio l’uso dei metatag in un sito web, vi rimando all’articolo dedicato.

Dati strutturati

I dati strutturati permettono di configurare al meglio l’aspetto semantico delle nostre pagine web, fornendo dati di facile e diretta comprensione da parte del motore di ricerca Google.

Grazie ai dati strutturati possiamo migliorare:

  • il posizionamento di una pagina per determinate parole chiave;
  • il CTR dei nostri snippet in search, aggiungendo ad esempio le review e/o i prezzi dei nostri prodotti;
  • fornire informazioni aggiuntive sulle nostre pagine, parlando una lingua studiata appositamente per lui;

Per capire cosa sono i dati strutturati vi consiglio di dare una occhiata al sito schema.org.

Il funnel per ottimizzare le conversioni

Nella ottimizzazione on-site, per i siti che offrono prodotti/servizi, è necessario comprendere il percorso che porta alla conversione, cercando di semplificare e migliorare il rapporto visitatore/cliente.

Le strategie sono diverse e possono variare (ed anzi devono!) in funzione dei diversi siti web. Da dominio a dominio, nei differenti prodotti è necessario comprendere se è necessario inserire un form in ogni pagina, se guidare l’utente ad una landing page dedicata risparmiando sui click necessari a trasformare l’utente in cliente. Del resto ricordiamoci sempre che la percentuale di persone che naviga oltre al terzo click, per i siti classici e non gli e-commerce, è davvero bassa.

Per questo è opportuno progettare degli esperimenti in cui applicare le diverse soluzioni e, a seguito di raccolta dei dati, procedere a realizzare la migliore strategia per convertire l’utenza.

Coordinare le traduzioni del sito

traduzione sitoQuando realizziamo un sito web, in particolare utilizzando CMS come WordPress, Joomla!, Drupal, Magento o Prestashop, è opportuno fare attenzione alle diverse traduzioni delle label che compongono le nostre sezioni.

Se il sito è mono lingua ricordiamoci sempre che è necessario che sia interamente tradotto in tutte le sue parti: ad esempio non dimentichiamoci della label interna alla casella di ricerca lasciandolo in inglese o l’intestazione delle briciole di pane. Se il nostro sito è in italiano è giusto che lo sia in tutte le sue sezioni.

Al contrario quando realizziamo un sito in diverse lingue è opportuno che, quando l’utente seleziona un idioma differente, si traduca automaticamente tutto il sito. Questo aiuterà sia il motore di ricerca nel comprendere su quale SERP inserire i contenuti che l’utenza. Viene difficile navigare un sito web dove i menù sono in una lingua non conosciuta!

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