Query informazionali, navigazionali e transazionali: quali differenze nella SEO?

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Ogni volta che cerchiamo qualcosa su internet, utilizziamo una Query, ossia una ricerca, una domanda posta in forma interrogativa in maniera esplicita o implicita.
La radice di questa parola deriva dal latino: quaere infatti si traduce con chiedere oppure ricercare.
Il motore di ricerca utilizzato trasforma la Query da noi inserita in un linguaggio informatico: c’è ne sono diversi tipi, ma quello più frequentemente utilizzato è l’SLQ, cioè lo Structured Query Language, chiamato anche linguaggio standard.

Il Search Engine dove cercherà la risposta alla nostra domanda?

La risposta si trova all’interno di un database: questo è l’immenso archivio che contiene tutti i dati presenti online, organizzati in numerose categorie e sotto categorie, in un modo molto ordinato ed efficiente.
Questa suddivisione è attuata per poter consentire alla Query di trovare la sua risposta velocemente e precisamente.
I dati strutturati all’interno del database saranno ricercati attraverso parametri ben definiti, che permetteranno una più efficace individuazione di ciò che si cerca.

Capire quindi l’importanza della Query nell’ottica SEO diventa quindi fondamentale.
La padronanza delle regole SEO, cioè l’ottimizzazione per i motori di ricerca, permette di rendere più ricercato il tuo sito o qualunque cosa hai da offrire al mondo web.
In base alla Query inserita nel motore di ricerca i risultati possono essere diversi: se per esempio nella nostra ricerca rimaniamo sul vago, i risultati possono essere presenti su migliaia o addirittura milioni di pagine; mentre se digitiamo una richiesta più specifica, il numero di pagine corrispondenti alla nostra ricerca sarà più basso e di conseguenza avremo una risposta più precisa.
Dunque conoscere il funzionamento delle Query e il sistema SEO è utilissimo per poter accrescere la popolarità del proprio sito o del proprio blog.
Per comprendere le capacità delle Query bisogna innanzitutto distinguerne tre tipi diversi.
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Query navigazionali

Inserire in un motore di ricerca una Query navigazionale significa andare alla ricerca di un sito web ben preciso.
Per esempio, se ho bisogno di cercare un’informazione su un argomento che sto studiando e cerco questa su una determinata pagina web che ho già in mente, sto utilizzando una Query navigazionale.
La ricerca non vale solo per il sito web specifico in questo caso, ma anche per qualsiasi suo sotto-sito o sito secondario affiliato.
Questo tipo di ricerca è quello più diretto e veloce: i risultati estratti dal database saranno più limitati e concisi.

Esempio di query navigazionali: “posizionamento-seo”, “sito pastacarbonara”.

Query informazionali

Queste sono probabilmente le Query più utilizzate.
Ricercare un dato informazionale significa voler scoprire qualcosa di nuovo, su qualsiasi tema.
In una ricerca di questo tipo non si ha in mente un sito prestabilito, ma l’attenzione è rivolta soprattutto all’informazione che si cerca di scoprire.
Può trattarsi dunque di qualsiasi tipo di file: un immagine, un testo, un filmato oppure un opinione.
Ne consegue quindi una ricerca più ampia e ricca, ma meno facilmente identificabile, poiché per un argomento trattato si possono presentare diverse tipologie di siti web.
Per esempio, se cerco su un motore di ricerca una determinata canzone, nei risultati troverò siti in cui c’è il testo della canzone, siti in cui c’è il video della canzone oppure siti in cui ci sono gli accordi alla chitarra della canzone che ho cercato.

Esempio di query navigazionali: “come fare un sito web ottimizzato SEO”, “come fare la pasta alla carbonara”.

Query transazionali

Le Query transazionali sono forse quelle che hanno un maggiore impatto sulla popolarità di un sito, in proporzione al suo traffico.
Una ricerca di questo tipo mira a ottenere qualche cosa, di specifico oppure generale.
Di fronte ad una richiesta di questo tipo, il database ci può fornire una risorsa, ovviamente non informazionale, che può essere acquisita o acquistata. Può trattarsi di una compravendita, di un download oppure di una qualsiasi risorsa.
L’ampiezza dei risultati in questo caso influisce molto a seconda dell’oggetto ricercato, può essere una ricerca grande in caso di oggetti molto richiesti, oppure piccola in caso di oggetti rari.

Esempio di query navigazionali: “corso SEO”, “ristorante pasta carbonara”.

Analizzare le query per comprendere l’intento di ricerca

Ovviamente ci sono numerose ricerche che possono essere reindirizzate in tutte e tre le tipologie di Query.
Se ad esempio immetto nel motore di ricerca il titolo di un film, mi possono apparire siti in cui si può leggere la trama, siti in cui posso comprarlo, noleggiarlo, venderlo, o godermelo in streaming, oppure il sito ufficiale del film in questione.
Quindi avrò in questo caso dei dati informazionali, transazionali e navigazionali.
Questo rende i risultati ancora più ampi e completi, ma allo stesso tempo molteplici.

Una lista di tool per analizzare le query e comprendere l'intento di ricerca dell'utenza Condividi il Tweet

Dunque seguendo l’ottica SEO, quali di queste Query potrebbe risultare più utile per un sito web?
Dipende dall’intenzione che ha il sito in questione.
In base a ricerche informatiche è stato appurato che le Query maggiormente ricercate sono quelle informazionali.
Se l’intento del sito è quello di aumentare il traffico e quindi la popolarità, le Query informazionali sono una risposta efficace.
Se invece lo scopo è quello di poter guadagnare attraverso le visualizzazioni del sito, c’è bisogno di più Query transazionali: quindi il sito può offrire prodotti o servizi a pagamento oppure contenere all’interno pubblicità che fanno monetizzare.
Per rendere invece il sito ricercato dalle Query navigazionali servono un afflusso continuo di visitatori ed una corretta ottimizzazione SEO del sito.
differenze parole chiave

Gli strumenti per comprendere le query utilizzate dall’utenza

In rete esistono tutta una serie di strumenti per comprendere:

  • le query correlate e/o sinonimi;
  • i volumi di ricerca di una parola chiave;
  • i trend nel tempo/periodi dell’anno per le diverse query;
  • le keywords ricercate dall’utenza su Google;

In particolare alcuni strumenti utili, ad effettuare una analisi/scelta delle parole chiave (dopo aver effettuato una indagine di mercato per comprendere il nostro target) sono:

  • Keyword planner di Google Adwords, per comprendere volumi e parole correlate (che negli ultimi mesi ha accorpato i dati);
  • Google Trends, per analizzare i trend delle ricerce, per una data parola chiave, da parte dell’utenza su Google nei diversi periodi dell’anno;
  • Seozoom, per comprendere volumi e competizione per la SERP Italiana;
  • SemRush, per comprendere volumi e competizione per la SERP internazionale;
  • Keyword Researcher Pro, per analizzare le query longtail effettuando uno scraping di Google Suggest;
  • Keywordtool.io, per ottenere dati relativi ai volumi di ricerca di una query e delle sue declinazioni/long tail;
  • Answerthepublic.com, per ottenere le query long tail in diverse lingue fra cui l’italiano, relative ad una parola chiave e accorpate per domande, preposizioni o in ordine alfabetico;
  • Keywordshitter, per trovare le long tail geolocalizzate;
  • Omgili, per ricercare tutte le co occorrenze all’interno di forum e news per la parola ricercata;
  • Hypersuggest, altro strumento per trovare query e relative long tail;
  • KWfinder, un completo strumento, a pagamento, per trovare volume di ricerca e parole chiave correlate, targettizzabile in funzione delle diverse aree geografiche e lingue;
  • Un dizionario dei sinonimi e dei contrari;

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